Perché la Borsa di Tokyo potrebbe salire ancora

Yen debole e trimestrali positive favoriscono il mercato azionario nipponico. Nonostante il rialzo che dura da quasi cinque anni, ci sono ancora titoli sottovalutati.

Francesco Lavecchia 15/02/2024 | 09:40
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giappone

Dietro l’ultimo sprint del Nikkei c’è la svalutazione dello yen.

In base alle valutazioni degli analisti di Morningstar, al momento le azioni giapponesi sono in linea con il fair value

Le migliori occasioni di investimento sono nei settori beni di consumo, manifatturiero e tecnologia.

 

Dopo un rally che dura ormai da quasi cinque anni, l’indice Nikkei 225 può crescere ancora? La Borsa di Tokyo ha toccato livelli mai raggiunti negli ultimi 34 anni, superando per poco tempo la soglia di 38.000 punti nella seduta del 13 febbraio scorso. Il massimo storico di 38.957,44, toccato dal listino giapponese il 29 dicembre 1989, è distante più o meno 1000 punti e non è detto che il gap non venga colmato nei prossimi mesi.

 

 

Dietro ai risultati del mercato azionario giapponese ci sono molti fattori, alcuni di natura macroeconomica, altri riconducibili al miglioramento dei conti aziendali. Tra quelli macro, ha giocato un ruolo importante la debolezza dello yen, che negli ultimi 12 mesi si è deprezzato del 24% rispetto al dollaro Usa. Questo ha avuto un impatto importante sul fatturato e sugli utili delle aziende, considerando che il Giappone spedisce circa il 20% delle sue esportazioni negli Stati Uniti.

Quali prospettive per la Borsa di Tokyo

Per Richard Kaye, gestore del fondo Comgest Growth Japan, la Borsa di Tokyo potrà continuare a salire: “Ci aspettiamo che il trend rialzista, rafforzato dai dati delle trimestrali societarie, resista ancora per molto. Gli investitori globali iniziano a capire che il Giappone sta cambiando e vedono la prova dei suoi cambiamenti negli utili aziendali. Allo stesso tempo, prevediamo che anche gli investitori giapponesi saranno sempre più disposti ad allocare i propri investimenti nel mercato domestico”.

I numeri delle trimestrali pubblicate dalle aziende giapponesi, secondo Kaye, hanno lanciato segnali importanti anche in prospettiva: “Le società che negli ultimi anni hanno operato una drastica trasformazione della governance e si sono concentrate sui propri punti di forza hanno registrato una sana crescita degli utili durante l’ultima tornata delle trimestrali. Mi riferisco, ad esempio, a Hitachi e Mitsubishi Heavy Industries, aziende che stanno guidando la transizione del Giappone e del mondo verso le energie rinnovabili grazie alle proprie competenze in materia di turbine eoliche o di gas. Oppure a Toyota Industries, leader nelle attrezzature di magazzino e nella fornitura di componenti per veicoli elettrici. Riteniamo che sia significativamente più conveniente esporsi a questi temi investendo sul mercato giapponese rispetto ad altri mercati internazionali”.

Il confronto con i listini globali

La Borsa di Tokyo ha leggermente sottoperformato i listini globali nel 2023, come testimonia il risultato dell’indice Morningstar Japan Large Mid Cap che ha guadagnato il 25% contro il 27,61% del benchmark globale, mentre nell’anno precedente, in cui i listini globali hanno sofferto, è riuscita a contenere meglio le perdite (-6% vs -8%).

Nel 2023, il mercato giapponese ha beneficiato dei forti guadagni registrati dai titoli appartenenti ai settori beni industriali, tecnologia, beni di consumo ciclici e finanza, che complessivamente rappresentano oltre il 60% della capitalizzazione di mercato dell’indice Morningstar Japan Large Mid Cap e che nel periodo considerato hanno guadagnato tra il 20% e il 43%. Prezioso è stato anche il contribuito dei comparti energia e materie prime, che hanno fatto meglio della media dei competitor internazionali. Tuttavia, nel confronto con il benchmark è stato determinante, in negativo, il forte sottopeso dei tecnologici (14,8% vs 20,48%), che a livello globale sono stati i best performer del 2023.

Nel 2022, anno negativo la maggior parte dei mercati internazionali, l’indice Morningstar Japan è invece riuscito a limitare le perdite meglio del benchmark grazie al sovrappeso del comparto manifatturiero, alla migliore performance dei finanziari giapponesi, guidati da Mitsubishi UFJ Financial Group e Sumitomo Mitsui Financial Group, che nel periodo considerato hanno guadagnato oltre il 40% (in valuta base), e dal sottopeso dei tecnologici, che nel 2022 avevano sofferto a livello globale la risalita dei tassi di interesse. 

 

 

Le idee di investimento 

In base alle valutazioni degli analisti di Morningstar, al momento le azioni del mercato azionario giapponese viaggiano sostanzialmente in linea con il fair value (il rapporto Price/Fair value della regione è pari a 0,95). Tuttavia, non mancano i titoli scambiati a tassi di sconto interessanti, soprattutto nei settori beni di consumo, beni industriali e tecnologia.  

 

Kaye suggerisce anche altri nomi da mettere sotto la lente: “Tra le nostre migliori idee di investimento ci sono Dexerials, che produce componenti elettronici unici per Apple e Samsung, ma che non è ancora stata compresa dalla comunità degli investitori, Hitachi, che sta sostenendo la transizione dai combustibili fossili sia del Giappone sia del mondo intero, e Obic, che sta trasformando le pratiche lavorative tradizionali del Giappone attraverso un software di ottimizzazione del business”.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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