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Come proteggere il portafoglio dall’inflazione

Ci sono diversi modi per mettere gli investimenti al riparo dal caro-vita. Più uno sul quale non abbiamo un’idea precisa: le criptovalute.

Sara Silano 03/03/2022 | 08:45
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Frecce-in-su

L'inflazione è qui per restare - almeno per un po'. L'aumento dei prezzi dell'energia e le strozzature della catena di approvvigionamento sono destinati a esercitare un'impennata negli indici dei prezzi al consumo molto più alti di quanto previsto in precedenza dalle banche centrali nelle economie avanzate, tra cui Canada, Eurozona, Stati Uniti e Regno Unito.

Con l'inflazione ai massimi pluridecennali, gli investitori si chiedono come possa influenzare i loro portafogli. “L'inflazione colpisce diversi tipi di asset in modi differenti", ha detto Russel Kinnel, direttore della Manager Research per Morningstar negli Stati Uniti. "Nel complesso, l'inflazione è una minaccia maggiore per un portafoglio ricco di obbligazioni piuttosto che uno azionario. Se possiedi l'80% di equity, allora probabilmente non dovrai preoccuparti troppo. Se ha l'80% del patrimonio nel reddito fisso, allora sì, l'inflazione è un problema”. Chi possiede i bond è penalizzato perché un aumento dei prezzi erode il potere d'acquisto e riduce il valore dei titoli (se i mercati prezzano un incremento dei tassi di interesse).

Gli investitori, tuttavia, non devono disperare, perché hanno a disposizione diversi modi per proteggersi. Tra gli strumenti diretti ci sono le obbligazioni inflation-linked e le materie prime. Tra quelli indiretti sono compresi i titoli azionari, l'oro e i bank loans fund (nei paesi in cui sono permessi dalla legge).

Le obbligazioni e i fondi inflation-linked
Le obbligazioni indicizzate all'inflazione e i fondi che vi investono sono progettati per proteggere contro il caro-vita perché il capitale e le cedole si rivalutano in base all’andamento dell’inflazione. Il parametro di riferimento è un indicatore riconosciuto su scala nazionale, per cui ogni aumento dei prezzi si traduce in un incremento diretto del valore del capitale. I titoli inflation-linked, inoltre, possono comportarsi in modo diverso durante il ciclo economico, offrendo una diversificazione dei fattori di rischio in determinate fasi. Infatti, evidenziano storicamente una bassa correlazione con azioni, materie prime e altre classi di attivo. Un aspetto importante è il rischio duration, perché questo tipo di obbligazioni è spesso a lunga scadenza con conseguente maggior sensibilità alle variazioni dei tassi d'interesse. Questo fattore può, a volte, minare i benefici della protezione dall'inflazione.

Le materie prime
Un altro modo per coprire il rischio di inflazione è attraverso i fondi e gli ETF specializzati sulle materie prime. Tipicamente, investono in derivati legati a un paniere di commodity. I prezzi delle materie prime sono una parte importante del caro-vita e sono generalmente sensibili alla crescita economica e all’andamento dei prezzi. Quando le quotazioni del petrolio si impennano, l'inflazione segue spesso la sua scia, ed è quello che è successo negli ultimi mesi. "I prezzi delle commodity tendono a oscillare molto più drammaticamente dell'inflazione, ma questo li rende più di una copertura", spiega Kinnel. “Le materie prime, a differenza delle obbligazioni e delle azioni, non hanno un rendimento naturale incorporato. Il prossimo movimento è probabile che sia verso l'alto o verso il basso. Quindi, se si compra un fondo come questo, suggerisco di riservare una piccola porzione del portafoglio. Io non arriverei nemmeno al 5%”.

L'oro
L'oro ha sempre avuto la reputazione di essere un bene affidabile per proteggersi dall'inflazione, ma ora questo status è stato messo in discussione. Come per la maggior parte delle materie prime, i prezzi del metallo giallo hanno avuto una correlazione positiva con l'inflazione in diversi periodi di tempo. Ma non si sono mossi di pari passo con l’indice dei prezzi. L'oro ha perso potere d'acquisto su periodi di dieci anni, come è successo tra l’agosto 1993 e il dicembre 2005. Gli investitori che l’hanno comprato al suo prezzo reale record nel gennaio 1980 stanno ancora aspettando di essere ricompensati su una base corretta per l'inflazione. Nel recente picco dell'inflazione, l'oro è tra gli strumenti di copertura che hanno fallito, secondo John Rekenthaler, Vice-president della ricerca per Morningstar. In un articolo del 14 febbraio, ha scritto: “La tradizionale copertura dall'inflazione, è l'oro, un metallo con più di 5.000 anni di storico dei prezzi (dall’antico Egitto, Ndr). Da quando il Bureau of Labor Statistics ha rilasciato il suo annuncio sull'aumento dell'inflazione (il 12 maggio 2021), i lingotti sono andati a ruba. Nessuno, però, guardando un grafico delle quotazioni del metallo giallo sarebbe in grado di dire quando l'inflazione è riemersa". L'oro non è chiaramente una copertura perfetta contro l'inflazione, anche se può aiutare ad aumentare i rendimenti in periodi di fiammate dei prezzi.

Le azioni
Le azioni e i fondi che investono in esse possono essere considerate forme di protezione indirette. La cosa può sembrare sorprendente in questi giorni perché i mercati sono volatili e reagiscono spesso con vendite diffuse alla notizia dell'aumento dell'inflazione (che però non è l’unica causa della volatilità, in quanto pesano le tensioni geopolitiche della crisi russo-ucraina). Ma nel lungo periodo, le azioni tendono a fare bene quando l'inflazione aumenta. La prima ragione è semplicemente che l’incremento dei prezzi influisce su tutti i beni, comprese le azioni. Molte aziende hanno un potere contrattuale che permette loro di aumentare i prezzi. Per esempio, le aziende con marchi forti o che operano in oligopoli possono trasferire i maggiori costi sui consumatori. Inoltre, se i lavoratori ottengono incrementi salariali, possono permettersi di investire un po’ di più.

I bank loans fund
I Bank loan funds sono fondi dedicati ai prestiti fatti da banche o altre istituzioni finanziarie alle aziende. Questi prestiti sono di solito debito garantito senior e sono per lo più classificati dalle agenzie di rating sotto l’investiment grade, perché la capacità di rimborso del mutuatario può essere vista come speculativa. In alcuni paesi, non sono permessi dalla legge. Per esempio, i fondi conformi alla normativa europea Ucits, non possono concedere prestiti, ma ci sono diverse interpretazioni sulla eleggibilità dei prestiti bancari all’interno dei portafogli. Questi strumenti non sono strettamente collegati all'inflazione, ma si adattano alle variazioni dei tassi d'interesse, il che li rende ampiamente impermeabili all'aumento dei saggi di riferimento da parte delle banche centrali. I prestiti bancari comportano diversi rischi, tra cui una qualità del credito bassa o senza rating e il rischio di liquidità.

Cosa dire delle cryptovalute?
“Le criptovalute sono spesso promosse come una cura per tutto ciò che non funziona della finanza moderna", dice Kinnel. "E’ vero l’offerta è limitata perché non se ne possono stampare quante si vuole, ma il legame con l'inflazione finora non è stato molto stretto. Non ho idea se le criptovalute funzioneranno come copertura dal caro-vita nel lungo termine o come riserva di valore”. Per Rekenthaler, le cryptocurrency sono tra gli strumenti che hanno fallito nella protezione da un’inflazione crescente negli ultimi mesi. "Sono comunemente considerate come un asset elettronico di copertura dall’inflazione”, dice. “Questo può avere senso. Storicamente, l'oro si è apprezzato quando le valute fiat (valute nazionali non agganciate al metallo prezioso, Ndr) sono inciampate. Quindi, perché gli equivalenti moderni dell'oro dovrebbero comportarsi diversamente? In realtà, si sono comportati diversamente: a differenza dell'oro, le criptovalute non si sono apprezzate dopo l’annuncio sul ritorno dell’inflazione negli Usa . Hanno perso valore. E anche di brutto”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia