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Fondi pensione, rendimenti positivi e adesioni in crescita

I comparti di previdenza integrativa hanno beneficiato del rally di mercato dell’anno scorso. A fine 2021, le posizioni in essere sono cresciute del 4,3% e i flussi contributivi del 7,2%.

Valerio Baselli 04/02/2022 | 09:09
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Pensione

Nel secondo semestre del 2021 i mercati internazionali hanno vissuto una fase più turbolenta rispetto alla prima parte dell’anno. I listini azionari hanno segnato un andamento eterogeneo: mentre a luglio e ad agosto si osservavano ancora prezzi perlopiù in aumento, la situazione della maggior parte dei mercati si è ribaltata a settembre. L’aumento dei tassi d’interesse e l’annuncio da parte della Federal Reserve della riduzione degli acquisti di obbligazioni, il cosiddetto «tapering», sono stati tra i fattori determinanti del cambiamento di umore dei mercati.

Mentre a luglio i tassi d’interesse hanno registrato un calo, riflettendo l’affievolirsi delle dinamiche di crescita della congiuntura globale, a settembre sono significativamente aumentati dopo il suddetto annuncio della FED. Considerando il terzo trimestre, i Treasury americani a 10 anni hanno guadagnato poco meno dell’1.5% alla fine di settembre. Un andamento simile, anche se meno marcato, è stato osservato in Europa. 

Il mese di ottobre e la prima parte di novembre hanno poi segnato un rimbalzo generalizzato il cui slancio è stato stroncato di netto dalla scoperta della nuova variante di Coronavirus battezzata Omicron, evento che ha innescato un’improvvisa ondata di vendite e gettato i listini internazionali nell’incertezza.

Detto questo, nel 2021 i risultati delle forme di previdenza complementare sono stati in media positivi, soprattutto per le linee di investimento caratterizzate da una maggiore esposizione azionaria. Secondo gli ultimi dati della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i rendimenti si sono attestati, rispettivamente, al 4,9 e al 6,4% per fondi negoziali e fondi aperti; nei PIP di ramo III la performance media è stata del 11,1%. Per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti, il risultato è stato pari all’1,3%.

Valutando i rendimenti su orizzonti più propri del risparmio previdenziale, nei dieci anni da inizio 2012 a fine 2021, il rendimento medio annuo composto è stato pari al 4,1% per i fondi negoziali, al 4,6% per i fondi aperti, al 5% per i PIP di ramo III e al 2,2% per le gestioni di ramo I; nello stesso periodo, la rivalutazione del TFR è risultata pari all’1,9% annuo.

Le adesioni
Alla fine del 2021 le posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari sono 9,745 milioni, in crescita di 403.000 unità (+4,3%) rispetto alla fine del 2020. A tale numero di posizioni, che include anche quelle di coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti pari a circa 8,8 milioni di individui. I fondi negoziali registrano un incremento di 196.000 posizioni (+6%), per un totale a fine anno di 3,457 milioni. Oltre quattro quinti della crescita si è avuta nei fondi per i quali sono attive le adesioni contrattuali, che per i nuovi assunti di diversi settori hanno luogo automaticamente sulla base dei contratti nazionali di riferimento, anche in corrispondenza di un flusso contributivo modesto: in particolare nel fondo rivolto ai lavoratori del settore edile, nel fondo territoriale destinato ai lavoratori della regione Veneto e in quello dei lavoratori del commercio e dei servizi. Nelle forme pensionistiche di mercato, si rilevano 108.000 posizioni in più nei fondi aperti (+6,6%) e 103.000 posizioni in più nei PIP nuovi (+2,9%); alla fine del 2021, il totale delle posizioni in essere in tali forme è pari, rispettivamente, a 1,735 milioni e 3,613 milioni di unità.

Le risorse in gestione e i contributi
Le risorse destinate alle prestazioni sono, a fine dicembre 2021, pari a 212,6 miliardi di euro, circa 14,7 miliardi in più rispetto alla fine del 2020. Nei fondi negoziali, l’attivo netto è di 65,3 miliardi di euro, l’8,2% in più. Nelle forme di mercato, esso ammonta a 29 miliardi nei fondi aperti e a 44,1 miliardi nei PIP “nuovi” aumentando, rispettivamente, del 14,2 e del 13%. Nel corso del 2021 i contributi incassati da fondi negoziali, fondi aperti e PIP nuovi sono stati pari a 13,3 miliardi di euro, in crescita di circa 890 milioni di euro (+7,2%) rispetto al 2020. L’incremento si riscontra in tutte le forme pensionistiche, con variazioni tendenziali che vanno dal 5,4% dei fondi negoziali, al 6,9% dei PIP fino al 12,3% dei fondi aperti.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.