Rischi ambientali e rating dei bond governativi, cosa può cambiare con il Coronavirus

La pandemia ha reso il nostro stile di vita più sostenibile. La necessità di rilanciare l’economia può essere l’occasione giusta per molti governi per avviare la transizione verso le energie pulite.

Francesco Lavecchia 24/04/2020 | 09:48

Avete mai pensato a come potrebbe cambiare il mondo quando sarà terminata l’emergenza sanitaria del Coronavirus? Forse è ancora troppo presto. Probabilmente le forti restrizioni a cui siamo costretti da settimane ci fanno essere concentrati sulla ormai prossima Fase 2, quando potremmo finalmente uscire di casa. Ma se provassimo ad allargare l’orizzonte temporale non ai prossimi sei mesi, ma ai prossimi dieci anni, forse potremmo considerare questa pandemia come l’occasione giusta per modificare le nostre abitudini e arrivare a un radicale cambio di passo nelle politiche ambientali dei governi di tutto mondo.

L'ambiente ringrazia il lockdown
Il lockdown imposto in tutti i paesi maggiormente colpiti dal Covid-19 per garantire il distanziamento sociale ha avuto un impatto significativo sulle emissioni di C02 nell’atmosfera. Il traffico aereo globale è diminuito del 14% su base annua a febbraio (Figura 1) e a marzo le attese sono per un calo ancora maggiore. Secondo il Center for Research on Energy and Clean Air, a febbraio in Cina le emissioni si sono ridotte del 25% rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel mese di marzo, in India si sono raggiunti i livelli di inquinamento da traffico giornaliero più bassi mai registrati. Intanto, il Copernicus Atmosphere Monitoring Service ha calcolato che l’inquinamento atmosferico nel nord Italia è sceso del 10% ogni settimana nel periodo che va da fine gennaio a metà marzo 2020. Per l’Europa, le stime dell’Independent Commodity Intelligence Services (ICIS) indicano per quest’anno un calo delle emissioni del 24,4%.

 

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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