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L’hi-tech in tasca con gli ETF

Su Borsa Italiana ci sono 24 replicanti dedicati alle nuove tecnologie. Piacciono agli investitori, ma è fondamentale avere un’ottica di lungo periodo e comprendere alcune loro caratteristiche intrinseche.

Valerio Baselli 23/03/2020 | 09:53
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Gli Exchange traded fund tematici conoscono un successo crescente tra gli investitori. Si tratta di fondi che replicano un indice esposto a un particolare tema di investimento (ambientale, economico, sociale) che nella maggior parte dei casi deve ancora dare i suoi frutti.

All’interno di questo universo, gli strumenti dedicati alle nuove tecnologie (robotica, intelligenza artificiale, automazione, ecc.) sono in assoluto quelli che attirano il maggior interesse.

A livello europeo, gli Exchange traded fund della categoria Azionari settore tecnologia hanno raccolto quasi 1,3 miliardi di euro tra marzo 2019 e febbraio 2020, mentre gli asset in gestione sono passati da 1,11 a 8,86 miliardi negli ultimi cinque anni (sempre a febbraio 2020). 

Flussi mensili a un anno verso la categoria ETF Azionari Settore Tecnologia
ETF tech Flows SW IT 03 20

Evoluzione degli asset in gestione della categoria ETF Azionari Settore Tecnologia a cinque anni
ETF tech AUM SW IT 03 20
Fonte: Morningstar Direct.

Attualmente ci sono 24 ETF azionari settore tecnologia quotati su Borsa Italiana. Di questi, quattro sono stati quotati nel 2019, mentre i primi due mesi del 2020 hanno visto un solo lancio sulla Borsa di Milano. Si tratta del Rize Cybersecurity and Data Privacy UCITS ETF, il quale permette di esporsi a 45 società pronte a beneficiare del boom della domanda di prodotti e servizi per la sicurezza informatica. Di seguito i primi dieci in termini di patrimonio gestito.

ETF top 10 SW IT 03 20 2

Tra questi, si distingue a livello di masse l’iShares Automation & Robotics UCITS ETF, replicante fisico dell’iSTOXX® FactSet Automation & Robotics Index, un benchmark composto da 132 società che generano introiti significativi da settori specifici associati allo sviluppo della tecnologia dell’automazione e della robotica. I due componenti principali sono attualmente la giapponese Lasertec Corporation (attiva nello sviluppo di apparecchiature relative ai semiconduttori e al risparmio energetico) e la cinese Ping An Helthcare and Technology (che fornisce servizi medici e di benessere online).

Da segnalare poi che il fondo L&G Cyber Security UCITS ETF si piazza quarto nella classifica degli ETF più cliccati sul sito di Morningstar nell’ultimo anno. Si tratta di un fondo esposto a un gruppo di società globali che generano una percentuale consistente dei loro ricavi nel settore della sicurezza cibernetica; in particolare, fornitori di infrastrutture che sviluppano hardware e software per tutelare l’accesso interno ed esterno a file, siti internet e reti, oppure aziende che forniscono servizi di consulenza e di sicurezza cibernetica. Clicca qui per leggere I cyber-criminali dietro alla prossima crisi?

Occhio a cosa si ha in portafoglio
Come sempre, è fondamentale che gli investitori comprendano ciò che possiedono, ma ciò è ancor più vero quando si scelgono fondi esposti a un particolare tema, come quello della tecnologia.

Questo tipo di fondi ha, nella stragrande maggioranza dei casi, un profilo dimensionale minore rispetto all'indice MSCI World, il che significa che investono in società più piccole. Questa inclinazione verso le small cap è in alcuni casi particolarmente pronunciata. Il già citato L&G Cyber Security ETF, ad esempio, detiene il 86% del suo portafoglio intitoli di media (45%), piccola (30%) e piccolissima capitalizzazione (11%). Altro aspetto importante riguarda le esposizioni di stile. Tipicamente, infatti, i fondi tematici che seguono un tema tecnologico investono in titoli di tipo growth.

Infine, chi sceglie di puntare su un fondo tematico che guarda alle nuove tecnologie deve farlo in un’ottica di lungo periodo. Come spiega Giancarlo Sandrin (responsabile Italia di Legal & General IM), “essendo un trend futuro è interessante per un investitore investire su queste tematiche, ma ci vuole un’ottica più di lungo termine. In realtà bisogna avere una visione più ampia. Non si può pensare che la guerra tecnologica interesserà solo le aziende del settore, ma influenzerà sempre più anche le large cap”. Clicca qui per guardare l’intervista completa.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.