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Investimenti sostenibili a basso costo

Aumenta l’offerta di Etf che seguono criteri socialmente responsabili e il loro patrimonio gestito. La competizione si gioca anche sui prezzi.

Sara Silano 19/09/2019 | 09:45

Etf e Esg è un binomio che funziona. Secondo le stime di Morningstar, nel primo semestre 2019, gli Exchange traded fund europei con un mandato socialmente responsabile hanno attratto oltre 5 miliardi di euro, una somma che è superiore a quella dell’intero 2018.

In questo segmento, i cambiamenti più significativi sono avvenuti negli ultimi due anni. Prima del 2017, l’offerta era limitata, mentre oggi ci sono oltre 100 strumenti, di cui 88 azionari e 14 obbligazionari. Ciò ha contribuito a ridurre le differenze tra i flussi verso gli index fund (non quotati), che in passato avevano la quota maggiore, e i fondi quotati. I primi hanno raccolto 6,8 miliardi nel periodo gennaio-giugno.

Flussi netti delle strategie passive nel primo semestre 2019

Flussi netti nelle strategie passive sostenibili

La quota di mercato
Il maggior peso degli Etf si vede nei dati patrimoniali. I fondi quotati rappresentano il 15,7% degli asset delle strategie passive investiti in modo sostenibile. Cinque anni fa, erano il 6,5%. Il mercato è dominato da iShares (BlackRock) e UBS, che hanno ricevuto i più alti flussi netti nei primi sei mesi del 2019, così come già era avvenuto negli anni scorsi. Nel dettaglio, iShares ha raccolto 1,74 miliardi di euro, UBS 1,64. Il primo ha superato il secondo per numero di prodotti, ma non per asset. Gli altri operatori, tuttavia, non stanno alla finestra. “La competizione è in aumento”, si legge nell’ultimo report dal titolo European sustainable fund landscape, curato da Morningstar. “Per rispondere alla crescente domanda degli investitori, molte società hanno inserito nella loro offerta Etf costruiti secondo criteri ESG, con una varietà di approcci, ma il comun denominatore dei bassi costi”.

UBS e iShares dominano la raccolta

UBS e iShares dominano i flussi negli ETF ESG

Attivi vs passivi
I fondi passivi coprono il 17,7% del patrimonio gestito in modo sostenibile, un dato che si confronta con il 10% di cinque anni fa. Tra i comparti (attivi e index) che hanno raccolto di più nel primo semestre 2019, c’è anche iShares ESG screened euro corporate bond che, dal lancio a inizio maggio, ha ricevuto sottoscrizioni nette per 920 milioni di euro in meno di due mesi, collocandosi al terzo posto.

I fondi sostenibili con la più alta raccolta netta nel primo semestre 2019

I fondi ESG con la più alta raccolta netta nel 1 semestre 2019

Le strategie
Gli approcci variano da prodotto a prodotto, ma la maggior parte adotta fattori di selezione basati sul rating delle società in portafoglio, oltre ad applicare criteri di esclusione. Anche gli indici replicati differiscono tra loro, in particolare con riferimento a quanto sono vincolanti i criteri ESG e a qual è il profilo di rischio e rendimento rispetto al benchmark principale (cosiddetto parent index). Inoltre, c’è spesso un trade-off tra performance sostenibili e tracking error.

Ad esempio, tra gli Etf lanciati in Europa nel primo semestre, UBS ha proposto la versione “sostenibile” dell’ UBS S&P 500 index, quotata anche sulla Borsa di Milano. iShares, invece, ha ampliato l’offerta con strumenti che escludono i settori controversi e danno un maggior peso alle aziende con punteggi ESG elevati. Infine, BNP Paribas ha optato per il debutto di un replicante tematico con focus sull’economia circolare (negoziato anche a Piazza affari).

Costi in discesa
Le analisi di Morningstar mostrano che la sostenibilità è una delle aree di maggior sviluppo per le strategie passive. Il 2018 è stato un anno di svolta con il patrimonio che è cresciuto del 50% a 9,95 miliardi di euro e 36 nuovi prodotti (erano stati 15 nel 2017). La crescita va, però, di pari passo con le pressioni per ridurre le commissioni, che non riguarda più solamente gli Etf tradizionali (cosiddetti plain vanilla). “Con spese correnti tra 0,05 e 0,20%, gli investitori hanno ora a disposizione strumenti sostenibili senza dover pagare alcun premio”, spiegano i ricercatori di Morningstar. Ed è molto probabile che la competizione sui prezzi sia appena cominciata.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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