I cyber-criminali dietro alla prossima crisi?

Mentre molti economisti sono focalizzati sulla possibilità di un’imminente recessione, altri si stanno concentrando sul rischio di un attacco informatico coordinato che bloccherebbe l’attività finanziaria mondiale. Intanto, cresce il settore della sicurezza dedicata.

Valerio Baselli 19/03/2019 | 09:33

Mentre gli Stati Uniti si accingono a vivere il decimo anno di fila di espansione economica, il periodo più lungo mai registrato, diversi economisti e commentatori cominciano a prevedere il pericolo imminente di una nuova recessione globale. Certo, ad un certo punto, incappare in un momento di crisi sembra inevitabile, è il gioco dei cicli di mercato. Forse è anche per questo che altri esperti stanno invece focalizzando i loro sforzi e le loro analisi su di un possibile evento ancora più impattante: il prossimo grande shock economico negativo.

La storia suggerisce che ci sono alcuni fattori predittivi riguardo alle recessioni. Il numero uno è un’inversione della curva dei rendimenti americani. Statisticamente, quando il rendimento di un bond governativo statunitense a due anni supera quello del decennale, si verifica una recessione entro i successivi 24 mesi. Attualmente, comunque, tale situazione non si è ancora verificata, anche se la tendenza va in quella direzione: in data 19 marzo, lo yield dei Treasury a due anni è del 2,45%, contro il 2,60% dei decennali.

Occhio al cigno nero
Le recessioni, tuttavia, possono essere di diversa portata e durare più o meno a lungo. Ecco allora l’idea secondo la quale il prossimo grande colpo all’economia globale sarà causato da un evento inatteso e imprevisto, un black swan (cigno nero). Una decina di anni fa, ciò avvenne sotto forma della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti e ancora prima ci fu il boom delle dotcom e la conseguente bolla.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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