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Etf a cinque stelle crescono

Nel corso dell’anno, 63 replicanti hanno ottenuto il massimo punteggio del Morningstar Rating. Le categorie azionarie dei paesi sviluppati sono le più presenti, grazie al rally dei mercati.

Valerio Baselli 14/12/2015 | 09:19
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Il Morningstar Rating ha lo scopo di individuare l’eccellenza. Nel corso del 2015 sono stati 63 gli Exchange traded fund (Etf) quotati in Europa che hanno ottenuto le cinque stelle (alcuni dei quali erano sotto i tre anni di vita, quindi senza rating, la maggior parte invece aveva un giudizio inferiore).

Le cinque stelle vengono assegnate solo al miglior 10% dei fondi all’interno di ogni categoria in termini di Morningstar Risk-Adjusted Return (rendimento aggiustato per il rischio).

Clicca qui per vedere le tabelle con tutti i nuovi 63 Etf a cinque stelle. I replicanti sono in ordine di patrimonio gestito (i dati sono al 9 dicembre 2015; nel corso delle ultime tre settimane dell’anno, quindi, potrebbero esserci altri Etf che ottengono le cinque stelle).

Come si evince dalle categorie più presenti nell’elenco, il rally vissuto dai mercati azionari europei e da quello americano negli ultimi anni ha avuto il suo peso. Ecco un focus sui tre fondi più grandi in termini di asset under management.

Vanguard S&P 500 UCITS ETF (USD)
Questo Etf, non quotato su Borsa Italiana, usa la replica fisica completa per tracciare lo S&P 500, indice che include le 500 società americane a più alta capitalizzazione. Il settore tecnologico pesa circa il 20% del benchmark, seguito da quello finanziario (17%) e dall’healthcare (15%). I primi dieci titoli rappresentano il 17% del portafoglio; le prime tre posizioni sono occupate da Apple (3-4%), Microsoft (2-3%) e Exxon Mobil (1-2%).

Il fondo può usare contratti future per minimizzare i costi di transizione e migliorare la liquidità. Finora, questo replicante non ha mai effettuato prestito titoli. Le commissioni (0,07%) sono tra le più basse di categoria.

Source S&P 500 UCITS ETF (EUR)
Quotato anche su Borsa Italiana, questo fondo usa la replica sintetica per offrire la performance dello S&P 500. ll fondo possiede un basket di titoli di cui, come parte del contratto di swap, scambia la performance per il rendimento del benchmark, al netto delle commissioni. Vengono utilizzate diverse controparti per ridurre il rischio (tra cui Morgan Stanley, Goldman Sachs, Bank of America Merrill Lynch, Nomura e Barclays), anche se non necessariamente tutte assieme.

L'esposizione al rischio di controparte non può essere superiore al 5% del patrimonio netto e al 10% verso gli istituti di credito autorizzati nell’ area economica europea. Il fondo non svolge alcuna attività di prestito titoli. Le commissioni (0,05%) sono tra le più basse di categoria.

iShares Euro Aggregate Bond UCITS ETF (EUR)
Quotato anche a Milano, il fondo usa la replica fisica a campione per tracciare il Barclays Capital Euro Aggregate Bond index, un benchmark composto da oltre 3.000 obbligazioni denominate in euro ed emesse all’interno dell’Unione europea, con un rating di tipo investment grade (cioè almeno pari a BBB) e un minimo in circolazione di 300 milioni di euro. L’indice è composto per il 60% da titoli di Stato, per il 20% da corporate bond e il resto suddiviso in obbligazioni garantite e bond emessi da organizzazioni sovranazionali o amministrazioni locali.

iShares può effettuare operazioni di prestito titoli (fino al 100% del portafoglio), al fine di ottimizzare le prestazion dell’Etf. In questo senso, è BlackRock che agisce come gestore degli investimenti. Tra giugno 2014 e giugno 2015, iShares ha prestato in media il 12,2% dei propri titoli, ottenendo da questa pratica 2 punti base di rendimento netto.

Le operazioni di prestito sono coperte da garanzia, rappresentata da un paniere collaterale conforme alle regole Ucits, il cui valore è superiore a quello dei titoli prestati, entrambi calcolati su base giornaliera. Questo paniere è detenuto in un conto presso un terzo depositario. Il grado di sovracollateralizzazione è in funzione delle attività previste come garanzia, ma varia tipicamente dal 102,5% al 112%. Le entrate derivanti dal prestito titoli, vengono divise 62,5/37,5 tra l’Etf e BlackRock, rispettivamente. Le commissioni totali annue sono pari allo 0,25%. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.