Grecia in portafoglio

Cosa devono fare gli investitori che hanno titoli ellenici nei fondi o negli Etf.

Dario Portioli, CFA 29/04/2010 | 16:22

Il team editoriale e di analisi di Morningstar ha ricevuto in questi giorni numerose richieste di informazioni da parte di risparmiatori interessati a capire quali effetti potrebbe avere un eventuale default della Grecia. Sebbene molti operatori del mercato ritengano che lo scenario peggiore, ovvero l’insolvenza del governo ellenico, sia poco probabile nel breve termine, nell’ultima settimana i prezzi delle obbligazioni greche hanno subito un deciso calo. A tale risultato hanno contribuito i ritardi con cui l’Unione europea ha concordato un efficace piano di aiuti e il downgrading da parte dell’agenzia di rating Standard&Poor’s. Questi eventi hanno alimentato una vendita generalizzata dei titoli greci, che in verità era già iniziata da tempo, come dimostra l’andamento dello spread nei confronti dei Bund tedeschi, arrivato a superare i 1000 punti base.

Non riteniamo che coloro che investono in obbligazioni governative europee attraverso i fondi di investimento e gli Etf debbano allarmarsi in modo eccessivo. Le obbligazioni emesse dalla Grecia rappresentano una porzione modesta dell’intero universo di titoli governativi europei. Ad esempio, se prendiamo in considerazione alcuni indici del mercato obbligazionario europeo (come l'EuroMTS Global o il Barclays Euro Treasury Bond), è possibile constatare che il peso della Grecia è prossimo al 4%. Per coloro che investono in Etf che replicano questi indici (come il Lyxor ETF EuroMTS Global o l’iShares Barclays Euro Treasury Bond), l’esposizione al debito ellenico, quindi, è vicina a tale percentuale. Discorso in parte diverso vale per i fondi comuni di investimento.

L’esposizione media alla Grecia dei fondi obbligazionari Europa distribuiti in Italia è vicina al 3%. D’altra parte, come è legittimo attendersi in presenza di gestioni attive, le strategie dei singoli fondi variano all’interno di questo insieme. Così, troviamo alcuni fondi che hanno deciso già da tempo di ridurre o addirittura azzerare l’esposizione obbligazionaria verso la Grecia (come Fideuram Euro Bond Low Risk o Leonardo Obbligazionario). Altri, invece, hanno puntato al possibile recupero della nazione ellenica (come Optima Reddito B.T. o Fondersel Reddito), superando così l’esposizione media di categoria. Chiaramente, questi due approcci, l’uno più conservativo, l’altro più audace, hanno determinato risultati diversi nel breve termine.

Le ricerche di Morningstar testimoniano che reagire alle notizie e ai singoli eventi, nel tentativo di ottimizzare il market timing, porta spesso a risultati deludenti. Questo, però, non vuol dire che non sia importante monitorare con attenzione le principali dinamiche dei mercati che possono avere effetti sul valore dei propri investimenti. Se i titoli di Stato che un tempo venivano ritenuti “tranquilli” assumono un profilo di rischio più elevato, simile a quello delle azioni, è opportuno verificare che il risultato in termini complessivi sul portafoglio sia ancora coerente con i propri obiettivi finanziari. 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Dario Portioli, CFA

Dario Portioli, CFA  è Senior Fund Analyst di Morningstar in Italia