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Intel, la migliore occasione tra i semiconduttori

Le indicazioni positive per la seconda parte del 2019 hanno fatto salire le quotazioni dei titoli nel segmento dei produttori di microchip. Le valutazioni sono elevate, ma non mancano le opportunità di investimento.

Francesco Lavecchia 07/05/2019 | 15:10

Il rally dei semiconduttori lascia ancora spazio a qualche idea di investimento. L’industria a livello globale ha guadagnato da gennaio oltre il 20% (indice Morningstar Global Semiconductor in euro al 2 maggio 2019), recuperando una seconda parte del 2018 molto negativa in cui aveva ceduto circa il 14%. La ripresa della domanda in Cina ha fatto risalire la fiducia del mercato e ora le valutazioni delle stock viaggiano, in media, in linea con le stime degli analisti.

Cosa dicono le trimestrali
I dati trimestrali di Micron, AMD, Qualcomm e Intel hanno evidenziato le recenti debolezze del settore, ma le aziende hanno annunciato una seconda metà del 2019 migliore rispetto alla prima, in particolare per effetto della maggior spesa da parte dei leader del segmento del cloud come Amazon, Microsoft e Google.

Rispetto al primo trimestre, Micron ha registrato un calo del fatturato del 26% e una contrazione del gross margin di 920 punti base causati dalla flessione dei prezzi e della debolezza della domanda, ma le indicazioni positive per i prossimi anni hanno fatto salire il titolo a +6% dalla pubblicazione dei dati lo scorso 20 marzo e ora è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 1,06 (report aggiornato al 20 marzo 2019).

I risultati dei primi tre mesi di AMD hanno certificato una contrazione del segmento dei microprocessori di fascia bassa, compensato dalla ripresa della domanda di quelli destinati al mercato dei datacenter. Le previsioni dell’azienda per il secondo quarter dell’esercizio fanno presagire un calo del fatturato del 18% nella seconda metà dell’anno, ma il miglioramento dei fondamentali del settore e il debutto sul mercato di nuovi prodotti hanno spinto le quotazioni del titolo che ora viaggia su valori più alti di oltre due volte rispetto al fair value stimato dagli analisti pari a 13 dollari (report aggiornato al primo maggio 2019).

Anche Qualcomm ha registrato un calo del 5% dei ricavi nel secondo trimestre, ma l’accordo raggiunto con Apple ha messo le ali al titolo che dalla seconda metà di aprile ha guadagnato oltre il 50%. La pace siglata tra le due aziende, che prevede un contratto di licenza per la fornitura dei microchip di Qualcomm della durata di sei anni, prorogabile per altri due, più una somma una tantum a carico di Cupertino, promette di dare una spinta alla crescita del fatturato del produttore di semiconduttori ma ormai il titolo è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 1,10 (report aggiornato al primo maggio 2019).

Perché conviene Intel
Intel ha invece ridotto le guidance per il fatturato previsto per il 2019 di 2,5 miliardi (a 69 miliardi di dollari). Queste previsioni implicano una flessione dei ricavi del 3% nonostante il miglioramento atteso nella seconda parte dell’esercizio. “Siamo fiduciosi che l’azienda sarà in grado di sfruttare i principali trend del settore hi-tech come l’intelligenza artificiale, la rete 5G, il cloud computing e l’innovazione nell’industria dell’automotive, per questo stimiamo un progresso dei ricavi del 2,4% nei prossimi cinque anni e un’espansione del margine operativo di circa 130 punti base”, dice Abhinav Davuluri analista azionario di Morningstar.

“Il gruppo americano è leader nella produzione di processori per PC. L’elevata quota di mercato in questo segmento gli permette di generare grosse economie di scala e generosi flussi di cassa che investe in Ricerca & Sviluppo e in nuove attività che le garantiscono una maggior diversificazione del business. Il mercato ha reagito negativamente ai numeri del primo trimestre facendo scivolare le quotazioni del titolo dell’11%. Ora Intel è scambiata a un tasso di sconto del 22% rispetto al fair value di 65 dollari e resta a nostro avviso la migliore idea di investimento tra i produttori di semiconduttori” (report aggiornato al 26 aprile 2019).

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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