Gli emergenti ora preferiscono il valore

L’analisi dei portafogli mostra che i fondi con uno stile più orientato ai titoli value si sono comportati meglio di quelli che preferiscono i growth. Gli investitori, spiegano gli analisti di Morningstar, hanno scelto di ridurre i rischi.

Marco Caprotti 09/01/2019 | 15:32

Qualcosa è cambiato nei mercati emergenti. Almeno nei fondi che investono in questo asset. Se nel 2017 a farla da padrone erano stati gli strumenti con uno stile chiaramente growth, l’anno scorso l’orientamento (complici un minore appetito per il rischio e la cattiva performance dei mercati globali), è stato decisamente più value.

L’indice Morningstar dedicato ai paesi emergenti nel 2018 ha perso il 12,5% (in euro) contro il +19% dei 12 mesi precedenti.

Indice Morningstar EM 2017-2018
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Dati in euro
Fonte: Morningstar Direct

“I mercati emergenti non sono andati bene quest’anno, nemmeno rispetto alle medie storiche”, spiega Daniela Sotiroff, analista di Morningstar. “Per questo gli investitori hanno preferito non prendere rischi. Chi è rimasto sugli emergenti si è spostato su asset meno pericolosi e volatili dei growth”.

La conferma di questa tendenza si ha guardando la performance dei fondi della categoria Morningstar Global emerging market venduti in Italia. Il migliore del 2018 (peraltro l’unico con performance positiva) è stato BSF Emerging Markets Eq Strats E2 EUR (Morningstar rating: 5 stelle) che l’anno scorso ha visto un progresso (in euro) del 3,53%. L’esposizione netta degli asset ai titoli value è del 60,3%, contro il 5,6% dei growth.

Nella tabella in basso sono elencati i migliori 10 fondi emerging del 2018 in termini di rendimento con la loro esposizione netta a titoli value e growth.

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Fra i fondi con analyst rating, il migliore del 2018 è stato Uni-Global Equities Emerging Markets TA-USD (3 stelle, Silver) che ha perso il 2,7%. “La strategia mischia tecniche quantitative con analisi fondamentali dei rischi per ottenere un portafoglio diversificato”, spiega di Mathieu Caquineau, fund analyst di Morningstar in un report del 28 marzo 2018. “Cercare la diversificazione ed evitare i rischi porta a grandi scommesse a livello settoriale e geografico. Gli input qualitativi del tem sono molto importanti. Sotto la guida di Alexei Jourovski, la squadra (composta da 11 gestori e nove analisti) è stata molto rinforzata nel corso degli anni”.

Chi ha più value
Il fondo con analyst rating più orientato ai value (con il 69,7% di esposizione netta, dato aggiornato al 30 novembre 2018) è Dimensional Emerging Markets Val B EUR (Bronze, 3 stelle). “Il fondo prende più rischi rispetto ai concorrenti, ma il suo orientamento value, la costruzione efficiente dal punto di vista dei costi e le basse commissioni dovrebbero dargli dei vantaggi nel lungo periodo”, spiega Monika Dutt, fund analyst di Morningstar in un report del 29 maggio 2018. “Il fondo mette nel mirino le azioni dei paesi emerging che rappresentano il terzo meno costoso dell’universo investibile in ogni paese, incluse le società con una capitalizzazione di mercato inferiore a 50 milioni di dollari. All’intero di questo gruppo il fondo sovrappesa i titoli con le valutazioni più basse, la capitalizzazione minore e la profittabilità più alta. Questa strategia è supportata da ricerche accademiche che hanno dimostrato come queste caratteristiche siano associate a maggiori rendimenti nel lungo periodo”.

Nella tabella in basso sono elencati i 10 fondi che hanno la maggiore esposizione netta alle azioni value.

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L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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