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L’Europa rallenta ma non perde l’ottimismo

Le tensioni fra Catalogna e Spagna e le intenzioni della Bce sugli stimoli all’economia hanno spinto gli investitori ad alleggerire le posizioni sul Vecchio continente. Sullo sfondo, però, gli operatori non vedono pericoli. 

Marco Caprotti 16/11/2017 | 09:58

L’Europa ha deciso di tirare un po’ il fiato. L’indice Morningstar dedicato alla regione nell’ultimo mese ha perso l’1,8% portando a +9% la performance da inizio anno.

Indice Morningstar Europe da inizio anno
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Dati aggiornati al 14 novembre 2017
Fonte: Morningstar Direct

A livello di categorie i segmenti dedicati alle large cap hanno mostrato questa foto: blend -1,48%; value -1,96%; growth -1,62. Gli universi in cui sono raccolti i portafogli specializzati nelle medium e nelle small cap, nello stesso periodo, hanno perso entrambi il 2,5% circa.

Ottimismo ma con cautela
“In linea di massima nella regione si respira aria di ottimismo, ma ci sono stati alcuni elementi che hanno consigliato agli investitori di diventare un po’ più prudenti”, spiega Mark Preskett, portfolio manager di Morningstar Investment Management. “Ad esempio, la questione dell’indipendenza dalla Catalogna dalla Spagna, che ha fatto temere per la stabilità dell’Eurozona. Dopo un periodo di paura è poi tornata un po’ di calma. Viene tenuta sotto osservazione anche la Banca centrale europea, che ha annunciato di voler ridurre gli stimoli all’economia (il Quatitative easing passerà da 60 miliardi di euro a 30 miliardi a partire dal gennaio 2018, Ndr) ma deve fare i conti con una situazione di inflazione ancora troppo bassa”.

Un Bronzo fra i migliori
Fra i fondi della categoria large cap blend che si sono comporati meglio nelle ultime quattro settimane c’è UBS (Lux) ES Eurpean Opportunities Unconstrained € N (Morningstar rating: due stelle. Analyst rating: Bronze) che, nel periodo, è salito del dell’1,04%. “La selezione delle azioni da inserire in portafoglio viene fatta esclusivamente con un processo bottom up”, spiega Barbara Claus, fund analyst di Morningstar in un report del 16 novembre 2016. “I gestori portano avanti le loro analisi utilizzando diverse fonti di informazioni. Una delle principali è il team di analisti di UBS che fornisce una stima del valore intrinseco delle società usando le previsioni sui flussi di cassa. Per studiare l’universo di investimento vengono utilizzati anche report esterni e modelli quantitativi. La parte short del portafoglio viene costruita cercando di identificare le aziende che hanno fondamentali deboli, che lavorano in un segmento che ha scarse possibilità di sviluppo o il cui business model può essere messo a rischio. Nella parte short, per limitare il pericolo di una salita dei prezzi i gestori devono assicurarsi che le società non siano fra le favorite degli analisti e che non siano obiettivo di un’acquisizione”. 

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L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.