Per continuare ad usare il sito, devi abilitare i cookies. Clicca qui per avere maggiori informazioni sulla nostra policy relativa ai cookie e sul tipo di cookies che usiamo. Accetto i Cookies

L’Europa ha un problema con i prezzi

Le categorie dedicate al Vecchio continente nell’ultimo mese hanno avuto un andamento negativo. Colpa delle valutazioni che rendono complicato trovare occasioni di investimento. I value perdono meno. 

Marco Caprotti 12/07/2017 | 10:46

L’Europa fa fatica, per lo meno in Borsa. L’indice Morningstar dedicato al Vecchio continente in un mese (fino al 10 luglio e calcolato in euro) ha perso il 2,14%.

Indice Morningstar Europe da inizio anno
europaluglio


Dati in euro aggiornati al 10 luglio 2017
Fonte: Morningstar Direct

Il problema non sembra essere la situazione macro (gli ultimi indicatori congiunturali mostrano quasi tutti una situazione di crescita) ma i prezzi degli asset di investimento. “I Roe (Return on equity, una misura della redditività aziendale, Ndr) sono abbastanza bassi in tutta la regione”, spiega Dan Kemp, responsabile degli investimenti Emea di Morningstar Investment Management. “Sul fronte delle valutazioni dei titoli, nella maggior parte dei casi sono corrette per cui è anche difficile trovare delle buone occasioni di investimento”.

Per quanto riguarda le categorie Morningstar, quella che raccoglie i fondi dedicati alle large cap blend ha segnato -2,14% e la growth -2,39%. Quella riservata agli strumenti dedicati alle mid cap ha perso l’1,79% mentre quella che si occupa delle small ha registrato -1,88%.

Anche i value giù, ma un po’ meno
A comportarsi “meglio” nel periodo stata la categoria dedicata alle aziende di grandi dimensioni value che ha perso l’1,76%. Fra i fondi di questo segmento con Analyst rating, Franklin Mutual European N(acc) (Silver, Morningstar rating 3 stelle) è stato quello che, nelle ultime quattro settimane, ha provato a comportarsi meglio con una perdita dell’1,08%. “Nel lungo termine quest'approccio collaudato nel tempo ha dimostrato la sua validità”, spiega un report firmato da Karin Anderson a settembre 2016. “La selezione di azioni si concentra su uno studio approfondito delle valutazioni, preferendo società in grado di generare liquidità e restituirla agli azionisti. I gestori mantengono sempre un cuscinetto di liquidità (storicamente tra il 6% e il 20%) come rete di sicurezza in mercati depressi o quando scarseggiano titoli con prezzi ragionevoli”. I manager ricercano titoli di large e mid cap europee quotate nettamente a sconto rispetto alle stime di valore intrinseco, con un premio per la generazione di free cash flow e la presenza di un management che impiega la liquidità a beneficio degli azionisti. “L’orizzonte temporale contribuisce a mantenere il turnover ben al di sotto dei fondi omologhi”, spiega l’analista secondo cui lo strumento è adatto a formare la componente core di un portafoglio. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.