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VIDEO: Un caffè zuccherato in tazza d’oro

Giancarlo Dall’Aglio, esperto di materie prime, indica le tre commodity su cui puntare da qui alla fine dell’anno: arabica, canna da zucchero e metallo giallo.  

Valerio Baselli 16/06/2014 | 10:10

Valerio Baselli: Siamo all’ITForum, la fiera sugli investimenti e sul trading che si tiene ogni anno a Rimini, sono in compagnia di Giancarlo Dall’Aglio, trader, consulente indipendente ed esperto di materie prime. Ciao Giancarlo.

Giancarlo Dall’Aglio: Buongiorno a tutti, grazie dell’invito.

Baselli: Con te ovviamente parliamo di commodity. La cosa che mi interessa sapere è molto operativa: quali sono, secondo te, le tre materie prime su cui puntare da qui alla fine dell’anno e perché.

Dall’Aglio: Facciamo una premessa: dall’inizio del 2014 abbiamo visto, dopo due anni di attesa, importanti flussi di denaro da parte di investitori istituzionali. Questo già è un fatto. Erano appunto un paio di stagioni che si dormicchiava, ad eccezione delle materie prime agricole, che subiscono sempre gli influssi di un clima avverso, soprattutto d’estate; avevamo per esempio visto l’esplosione della soia l’estate scorsa.

Tra le soft commodity, le cosiddette coloniali, abbiamo il caffè. Molto interessante, perché ha subito l’enorme siccità che si è verificata in Brasile, ancora una volta il clima protagonista e lo sarà sempre di più, per cui si ritiene che il raccolto sarà inferiore alle stime. Teniamo presente che il caffè veniva da una fase di lunga caduta dei prezzi, eravamo arrivati intorno a quota un dollaro, quota 100, a quel punto ci sono stati disordini in Brasile e anche le rischieste di sussidi statali.

Baselli: Questo quando?

Dall’Aglio: Alla fine del 2013. Dall’inizio del 2014 si è verificata questa importante fase di siccità che ha cambiato completamente le carte in tavola. A partire dal mese di febbraio abbiamo visto una ascesa molto forte del prezzo del caffè, che ha portato su il prezzo del 100%, da 110 a 220 dollari. In questo momento ci troviamo in una fase di correzione, ma non dimentichiamoci che il caffè ha cicli di produzione biennali. Siamo ora nella fase off, in cui le piante rendono di meno. E quindi la qualità del raccolto sarà inferiore. Non escludo ulteriori salite di prezzo, quindi attenzione a prendere posizioni ribassiste, anche se l’aspetto tecnico invoglierebbe ad andare short. Aspettiamoci invece ulteriori flussi da investitori commercial, quelli che trattano la materia prima fisica, e anche da fondi d’investimento, al rialzo per tornare sopra quota 200, magari da fine estate in poi.

Baselli: La seconda?

Dall’Aglio: La seconda è lo zucchero. Stesse motivazioni, primo produttore al mondo il Brasile, danni alle produzioni di canna da zucchero. Prezzi che stazionano in una fascia di bassa volatilità e di congestione. Anche qui mi aspetto che la stagionalità cominci a fare la sua parte, a partire dal mese di giugno, solitamente le quotazioni vanno al rialzo perché si concretizza la maturazione del raccolto e quindi avremo delle stime precise. Mi aspetto che lo zucchero possa salire, gli hedge funds si stanno già posizionando, e loro prediligono questo tipo di materie prime che sono meno liquide rispetto al petrolio o al grano, hanno la possibilità di muovere i prezzi con minori flussi di denaro. Quindi anche per lo zucchero mi aspetto un’estate calda.

Ultimo ma non ultimo, in un altro settore, direi l’oro, che è stato spinto al ribasso continuamente, con lo zampino della banca centrale americana. La Fed non gradisce le quotazioni dell’oro ai livelli dell’estate 2011, l’oro alto crea panico sui mercati, aspettative di chissà quali catastrofi e quindi calmierare il prezzo dell’oro significa anche stabilizzare.  

Baselli: In che modo secondo te l’hanno fatto?

Dall’Aglio: Con dei flussi al ribasso delle grandi banche d’affari americane, che sono in continuo contatto con la banca centrale.

Baselli: Grazie mille a Giancarlo Dall’Aglio.

Dall’Aglio: Grazie a voi. Un saluto a tutti.

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Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia