L’euro, matrimonio armonioso o infernale?

Clare (Cass Business School) e Peter Bofinger (Università di Wuzburg) si sono confrontati sul futuro della moneta unica al MIC di Vienna.

Holly Cook 16/03/2012 | 10:43
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Alla Morningstar Investment Conference Europe (MIC), tenutasi a Vienna il 15 marzo, sono stati presentati due punti di vista opposti sull’euro, ma su una cosa i due relatori erano d’accordo: l’attuale caos è in gran parte colpa dei politici.

L’euro: un matrimonio fallimentare?
Andrew Clare, socio della Cass Business School e professore di Asset management, ha titolato la sua presentazione The Euro: a marriage made in hell? e ha accusato i politici per aver costruito un’unione basata su due falsità. La prima, secondo il professore, è che senza una moneta unica non si poteva avera l’unione monetaria, la seconda è che è possibile avere un’unione fiscale senza prima un’unione politica. Clare crede che i politici che hanno costruito l’euro erano ben consapevoli che non era necessaria una moneta unica per il successo dell’Unione europea, ma hanno insistito più volte dichiarando la sua necessità. Inoltre, i politici sanno bene che nessuno Stato voterebbe a favore dell’unione politica.

Nel 1999 l’Ue è riuscita a far convergere le economie per entrare nell’euro, ma ciò può non durare, ha affermato Clare. Riprendendo la teoria delle aree monetarie ottimali di Robert Mundell, Clare ha osservato che i cicli economici delle economie dell’Eurozona non sono allineati, che i loro salari e i livelli di occupazione non sono sufficientemente simili e che rispondono alla crisi in modo diverso. Tutto questo, rende il matrimonio fallimentare.

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