Euro giù, la BCE lascia i tassi invariati e non dà segni di tagli futuri

La decisione era largamente attesa. L'istituto di Francoforte riconosce che i recenti rialzi stanno funzionando per raffreddare l'inflazione.

Antje Schiffler 25/01/2024 | 16:23
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Lagarde

La Banca centrale europea (BCE) ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse nella sua prima riunione dell'anno, giovedì 25 gennaio, come ampiamente previsto, e non ha fornito indicazioni su quando potrebbe iniziare a tagliare i tassi. 

L'euro è sceso bruscamente rispetto al dollaro statunitense e i mercati azionari sono deboli dopo l'annuncio della decisione sui tassi. 

La banca ha ribadito che manterrà i tassi alti "fino a quando sarà necessario", ma la domanda principale è per quanto tempo. La dichiarazione introduttiva ha lasciato questa domanda senza risposta.

Quando la BCE taglierà i tassi?

"Nonostante i toni cauti della BCE, riteniamo probabile che i tagli dei tassi arrivino prima che poi, dato che i tassi d'interesse record danno alla banca un ampio spazio di manovra nel 2024", afferma Michael Field, European market strategist di Morningstar.

Nelle ultime settimane, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha fatto sentire la sua voce, respingendo le aspettative aggressive del mercato sul taglio dei tassi. "Naturalmente i banchieri centrali non sono contenti di ricevere ulteriori pressioni da parte degli investitori per tagliare i tassi, tuttavia, data la fragilità dell'economia europea e con un'inflazione scesa al 2,9% a dicembre, crediamo che le stelle si stiano allineando per un taglio dei tassi", afferma Field. I mercati finanziari prevedono che la BCE inizierà a tagliare i tassi d'interesse di riferimento in primavera e che altri quattro tagli seguiranno nel corso dell'anno; circa 150 punti base di tagli sono previsti nel 2024.

Nel suo comunicato, la banca centrale ha ribadito il proprio impegno a ridurre ulteriormente l'inflazione fino al livello target del 2%, ritenendo che i tassi attuali siano ai livelli giusti per raggiungere questo obiettivo. Field, tuttavia, sottolinea “la rapidità e l'ampiezza del calo dell'inflazione, nonché la sua traiettoria, come sostegno a un taglio dei tassi".

"In definitiva, con l'economia che rischia la recessione e l'inflazione nella giusta direzione, crediamo che l'attenzione della BCE possa presto spostarsi verso un approccio più equilibrato di gestione dell'inflazione insieme all'attività economica”.

"La BCE ha espresso due frasi che potrebbero essere interpretate come un'apertura al taglio dei tassi, ma che potrebbero anche voler dire che non ci sono nuove previsioni: una sulla pressione interna dei prezzi elevata e una su una temporanea ripresa dell'inflazione", ha scritto Carsten Bzerski, Chief Ecoomist di ING Germany su X.

BCE: l'inflazione continua a scendere

La BCE ha confermato la sua precedente valutazione delle prospettive dell’inflazione a medio termine: la tendenza al calo è proseguita, a parte un effetto base di rialzo legato all'energia. Inoltre, i passati aumenti dei tassi di interesse si trasmettono con forza alle condizioni di finanziamento. "Le condizioni di finanziamento restrittive stanno frenando la domanda e questo contribuisce a far scendere l'inflazione", ha dichiarato la banca.

Tuttavia, molte trattative salariali sono in corso, anche se la Lagarde ha dichiarato ai giornalisti che l’indicatore della BCE he monitora i salari dà segni di stabilizzazione.

L’economia dell’Eurozona è fragile

I recenti dati macroeconomici, tuttavia, hanno alimentato i timori che l'area euro si stia avviando verso una recessione.  L'indice Ifo sul clima economico in Germania ha mostrato un calo da 86,3 a 85,2. Insieme al recente calo della produzione industriale, ciò suggerisce che il PIL della più grande economia europea si contrarrà ancora nel primo trimestre.

La prossima settimana la Federal Reserve e la Banca d'Inghilterra annunceranno le loro decisioni sui tassi. L'anno scorso i mercati si aspettavano che le banche centrali avrebbero iniziato a tagliare i tassi contemporaneamente, ed è per questo che anche qui in Europa c'è stata una grande attenzione per la Fed, ha detto Field di Morningstar. Ma l'economia statunitense rischia di surriscaldarsi e l'inflazione è di nuovo in aumento, quindi la Fed ha un compito più difficile, ha aggiunto Field. Gli europei non dovrebbero guardare agli Stati Uniti come leader dell'allentamento monetario.

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Antje Schiffler  è Editor di Morningstar in Germania

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