Titoli high dividend o azioni con cedola crescente?

Le società in grado di far crescere il dividendo hanno business più solidi e tendono ad essere meno volatili. Ecco cosa emerge da un confronto fatto sugli indici del mercato americano.

Francesco Lavecchia 07/06/2022 | 12:04
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Meglio investire in titoli high dividend o a cedola crescente? Dan Lefkovitz, strategist di Morningstar Indexes, in una sua recente analisi mette a confronto l’indice Morningstar US Dividend Growth, con il mercato americano (Morningstar US Market Index) e il benchmark dei titoli Usa ad alto dividendo (Morningstar US High Dividend Index).

Il paniere dei titoli con dividendo crescente include le società che hanno aumentato i compensi ai loro azionisti per cinque anni consecutivi e che hanno adottato una politica di dividendo che garantisce la sostenibilità della cedola. L’indice Morningstar US High Dividend Index, invece, si compone dei 440 titoli del Morningstar US Market che hanno il rendimento da dividendo più elevato.

La cedola crescente come strumento di protezione
Secondo Lefkovitz, i titoli del paniere Dividend Growth sono quelle meglio posizionati per reggere l’urto della crescita dell’inflazione. “Dal confronto tra i tre indici abbiamo notato come il Morningstar Dividend Growth Index mostri la più alta percentuale di titoli che presentano un Economic moat nella misura di Ampio. Si tratta, cioè di società che sono state in grado di costruirsi una posizione di vantaggio competitivo all’interno del proprio settore che le ha permesso di avere un potere di determinazione del prezzo tale da consentirgli di trasferire l’aumento dei prezzi ai propri clienti”, dice Lefkovitz.

Dal confronto dei dati storici relativi alla standard deviation degli indici si ottengono delle risposte in merito al loro diverso grado di volatilità. L’indice Morningstar US Dividend Growth ha una standard deviation più bassa rispetto agli altri due benchmark sia a tre che a cinque anni e questo spiega il motivo per cui molti investitori preferiscono adottare questa strategia: “L’indice Dividend Growth ha sottoperformato il mercato durante le fasi di rally dei listini, ma ha fatto meglio quando il mercato è stato ribassista. Un comportamento nelle attese quando investi in titoli di alta qualità. Molti investitori utilizzano questo approccio difensivo per posizionarsi sul mercato azionario. Una strategia meno centrata sulla componente income ma più sul rendimento totale nel lungo termine”, aggiunge Lefkovitz.

Secondo Lefkovitz, poi, il paniere dell’indice Morningstar US Dividend Growth è un ottimo strumento per capire in quale settore/industria ci si aspetta una crescita degli utili nel futuro. “Al momento, rispetto al mercato americano e all’indice high yield, il nostro benchmark sovrappesa i settori consumer defensive, finanza, salute e beni industriali, mentre sottopesa fortemente i comparti tecnologia, consumer cyclical e telecom”.

Perché l'indice high dividend ha reso di più?
La perfomance dei tre indici può essere spiegata dal diverso orientamento dei titoli che compongono i rispettivi panieri. Il Morningstar US High Dividend Index ha un orientamento decisamente value, molto più forte sia del Morningstar US Dividend Growth, che si posiziona tra i segmenti large value e large blend, che del Morningstar US Market, che invece è a metà strada tra large blend e large growth, e questo spiega il perché i titoli high dividend abbiano largamente sovraperformato gli altri due indici sia da inizio anno che negli ultimi 12 mesi.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia