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Dove i manager vedono opportunità fra gli emergenti

L’analisi dei portafogli dei gestori specializzati nei paesi in via di sviluppo mostra una preferenza per l’India e dubbi sulla Cina. Consumi, small e mid cap piacciono di più. Ma c’è chi va controcorrente.

Marco Caprotti 31/05/2017 | 12:05

Scetticismo sulla Cina e ottimismo sull’India. È il quadro di massima che emerge dall’analisi fatta dagli analisti di Morningstar sui portafogli dei fondi raccolti nella categoria Global emerging markets. “L’area meno favorita dagli investitori professionali, rispetto al paniere Msci emerging market, è la Cina a causa del rallentamento dell’economia”, spiega Simon Dorricott, direttore associato per le analisi delle strategie azionarie di Morningstar. “Ci sono money manager, tuttavia, che hanno espresso preoccupazione per quanto riguarda la corporate governance di alcune società, in particolare di quelle controllate dallo stato”. Le banche, soprattutto, sono evitate da molti a causa dell’opacità che aleggia intorno alla loro posizione finanziaria. Gli altri sottopesi a livello regionale riguardano la Corea del sud, Taiwan e la Malaysia.

“Sempre a livello geografico, le opinioni sono positive per l’India, grazie alle prospettive di crescita”, dice Dorricott. “I manager hanno in portafoglio diverse parti di quel mercato a seconda delle loro opinioni sulle valutazioni, ma in linea di massima il paese sembra offrire le migliori prospettive di crescita nel medio periodo fra gli emerging”.

LE PREFERENZE A LIVELLO GEOGRAFICO
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I settori
A livello settoriale i gestori attivi preferiscono il segmento dei consumi con una particolare predilezione per i consumer staple. “Anche in questo caso i manager ragionano guardano le prospettive di crescita di qualità e si concentrano su uno dei temi classici che si menzionano quando si parla di emergenti: il miglioramento degli standard di vita, dice Dorricott. “I sottopesi, che non sono particolarmente pronunciati rispetto al benchmark, includono l’energia, i materiali di base e la tecnologia”.

LE PREFERENZE A LIVELLO SETTORIALE
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Cosa fanno i fondi con Analyst rating positivo?
Il posizionamento generale della categoria Morningstar non riflette necessariamente quello dei comparti (anche venduti in Italia) che hanno un Analyst rating. “Alcune differenze si fanno notare”, dice Dorricott. Comgest Growth Emerging Markets EUR R Acc (Gold, cinque stelle), ad esempio, in base ai dati di fine febbraio ha un portafoglio composto per il 34,34% di azionario cinese contro il 27,1% del paniere e il 21,9% della media di categoria. Non si fa comunque mancare l’India: 13,4% di azionario del paese rispetto all’8,8% del benchmark e al 10,8% della Morningstar category. Stewart Investors Global Emerging Markets Laeders A Acc EUR (Bronze, cinque stelle) ha la maggiore esposizione all’India (circa 24%). A livello di settore i manager medagliati sono allineati al resto della categoria: più consumer staple e meno IT. Dei primi, in particolare è ricco il portafoglio di Vontobel Emerging Markets Equity con il 37%.

“Sia fra i fondi con Analyst rating che in tutta la categoria, c’è una particolare inclinazione, rispetto al benchmark, per le small e le mid cap”, spiega l’analista di Morningstar. “Questo elemento si nota soprattutto nel fondo Stewart Investors Global Emerging Markets A Acc (Silver, 5 stelle)”. Secondo Dorricott, si tratta di un’area di investimento interessante per diverse ragioni. “Offre la possibilità di puntare su player domestici e consente ai gestori attivi di esprimersi al meglio alla luce della vastità dell’universo investibile e della mancanza di copertura da parte degli analisti”, spiega. “Le valutazioni sono leggermente superiori a quelle delle large cap, ma i ritorni e le possibilità di crescita sono maggiori. L’elemento curioso è che la volatilità negli ultimi anni è stata inferiore rispetto alle large cap”. 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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