Etc, una via affollata per le commodity

Il patrimonio ha raggiunto i 376 miliardi di dollari a fine 2010. Prima di scegliere uno strumento è bene conoscere come è fatto l’indice.

Valerio Baselli 11/07/2011 | 10:23

Le materie prime sono diventate negli ultimi anni un asset class sempre più importante in molti portafogli. Secondo le statistiche di Barclays Capital, alla fine del 2010 gli asset impiegati in replicanti dedicati alle materie prime ammontavano a 376 miliardi di dollari, un boom avvenuto in particolar modo negli ultimi cinque anni. La bassa correlzione con i mercati, i forti fondamentali e la capacità di funzionare come scudo contro l’inflazione sono sicuramente qualità importanti, ma che esistono da sempre.

Il salto di qualità, infatti, è avvenuto grazie allo sviluppo di strumenti finanziari che permettono investimenti sulle commodity in maniera semplice e alla portata di tutti, ovvero gli Exchange traded commodity. Gli Etc possono essere scambiati durante la giornata come le azioni e possono avere come sottostante la materia prima fisica (ad esempio l’oro), oppure un derivato su una commodity, o, ancora, un indice. Un altro elemento importante è la possibilità di investire su indici generali, che permettono di esporsi a diverse commodity contemporaneamente. Essendo gli Etc degli strumenti passivi, la scelta principale e più importante riguarda proprio il benchmark da replicare.

Rendimento sintentico, tre componenti
Come avviene per gli Etf, anche gli Etc possono basarsi su due tipologie di replica: fisica e sintetica. In realtà, sono pochissimi gli Etc che investono direttamente nel bene fisico sottostante, anche per l’impossibilità materiale di farlo; la maggior parte impiega una replica sintetica, attraverso l’utilizzo di contratti future.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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