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Utility europee, cosa cambia con l’introduzione di un price cap all’energia

Tancrede Fulop, Senior Equity Analyst di Morningstar, risponde alle nostre domande sulla possibile introduzione di un limite di prezzo in Europa, su quali potrebbero essere le ripercussioni sul comparto e su quelle che sono le sue migliori idee di investimento.

Francesco Lavecchia 13/09/2022 | 11:44
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Francesco Lavecchia: Benvenuti in Morningstar, io sono Francesco Lavecchia e sono in compagnie di Tancrede Fulop, Senior Equity Analyst di Morningstar. Buongiorno Tancrede e grazie per essere con me oggi.

Tancrede, come sappiamo, a causa degli enormi aumenti delle bollette energetiche c'è una forte domanda in Europa per l'introduzione di un tetto massimo al prezzo dell'energia. Tuttavia, l'Europa sta pensando a un piano più articolato. Ci puoi parlare delle proposte che sono sul tavolo della Commissione Europea?

Tancrede Fulop: Ciao Francesco, ci sono cinque proposte al vaglio. La prima riguarda il risparmio intelligente di energia elettrica con un potenziale obiettivo obbligatorio per la riduzione del consumo di energia elettrica nelle ore di punta. La seconda è l’introduzione di un prezzo massimo all’energia elettrica prodotta da impianti non alimentati dal gas. Gli attuali prezzi dell'energia sono guidati dai costi estremamente elevati del gas, quindi le aziende che producono energia da fonti diverse dal gas, come l'energia idroelettrica, nucleare, eolica o solare, traggono vantaggio dai prezzi dell'energia alle stelle senza essere influenzati dai prezzi elevati del gas. Quindi, per questi produttori dovrebbe essere introdotto un tetto al prezzo dell’energia che, stando alle indiscrezioni del Financial Times, dovrebbe essere pari a 200 euro/MWh. La terza proposta è l’implementazione di una tassa sugli extraprofitti generati dai produttori di gas e petrolio. La quarta misura riguarda l’agevolazione di norme sugli aiuti di Stato per consentire ai governi di sostenere le utility che devono affrontare problemi di liquidità a causa dell'aumento dei requisiti per le garanzie collaterali dovuto alla volatilità dei prezzi dell'energia. Ultima, ma non per importanza, è l’introduzione un price cap al gas russo, dato che la Russia è accusata di manipolare il mercato del gas in Europa.

FL: A proposito di price cap, la Spagna è stata la prima ad applicare un tetto al prezzo dell’energia. Ci sono differenze tra quello che è stato fatto in Spagna e le misure che potrebbero essere adottate in Europa?

TF: La Spagna ha implementato un price cap per i produttori di energia che non emettono CO2, pari a 67 euro/WMh, quindi che esclude le centrali a carbone e gas naturale. Il price cap di cui si parla in Europa, invece, includerebbe anche le centrali elettriche a carbone e per questo motivo il massimale di prezzo sarebbe molto più alto rispetto a quello imposto in Spagna. La ragione di ciò è che, sebbene le centrali elettriche a carbone non siano influenzate dai prezzi del gas, devono coprire i costi del carbone e della CO2.

FL: Concentriamoci sul settore utility, quale potrebbe essere lo scenario migliore e quale quello peggiore per le utility europee?

TF: Lo scenario migliore sarebbe l’assenza un price cap o l’introduzione di un limite di prezzo elevato come ad esempio quello di 200 euro/MWh di cui parla la Commissione europea. Lo scenario peggiore sarebbe un price cap molto basso, ad esempio inferiore a 60 euro/MWn e una crisi di liquidità con le utility che diventano insolventi perché non possono soddisfare i requisiti di garanzia.

FL: L’ultima domanda. In base alle tue aspettative, in questo momento le utility europee sono costose o sono scambiate a prezzi vantaggiosi, e quali sono le tue migliori idee di investimento?

TF: I produttori di energia, quelli interessati dalla possibile introduzione di un price cap, sono al momento scambiati a sconto sul mercato. Le mie migliori idee di investimento sono RWE ed Engie, che sono le principali beneficiarie degli alti prezzi dell'energia elettrica in Europa. Nel calcolo del loro fair value abbiamo ipotizzato un prezzo dell'energia nel lungo termine intorno ai 45 euro/MWh, che è un’ipotesi molto conservativa.

FL: Molto bene Tancrede, grazie mille per il tuo tempo. Per Morningstar sono Francesco Lavecchia.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia