Il ritorno alla normalità pesa sul biotech?

Le vendite di vaccini contro il Coronavirus, dicono gli analisti di Morningstar, sono destinate a scendere. Ma ci sono altri motivi per cui vale la pena tenere d’occhio il segmento.

Marco Caprotti 16/02/2022 | 18:03
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biotech

Con la fine dello stato di emergenza, le aziende Biotech in Borsa possono soffrire sul serio? Guardando ai grafici non si può dire che il Coronavirus non abbia contribuito ai corsi delle aziende del settore e che il graduale ritorno a una quasi normalità non stia pesando.

L’indice Morningstar Global Biotech nel 2018, quando ancora non si parlava di Covid, ha perso quasi il 3% (in euro). Nel 2019, il paniere ha segnato +23%, crescendo del 10% in tre mesi fra dicembre di quell’anno e febbraio del 2020 (quando è scattato l’allarme pandemia). Ha poi chiuso il 2020 a +26%.

L’anno scorso la situazione virale ha iniziato a normalizzarsi in molte aree del mondo e il basket ha segnato +6,9%. Da inizio 2022 (fino al 15 febbraio e con il 62% della popolazione mondiale vaccinata) il benchmark ha segnato -15,2%.

Andamento indice Morningstar Global Biotech dal 2018

Fonte: Morningstar Direct

“Guardando oltre il 2022, le nostre stime sulle vendite di vaccini sono al di sotto di quelle di altri analisti”, spiega Karen Andersen, Strategist nel settore biotechnology di Morningstar.

Questo per due ragioni principali:

- Sono attesi richiami annuali per i gruppi vulnerabili e non per la popolazione in generale.

- Il segmento, nel lungo termine, si affollerà di nuovi concorrenti.

“I vaccini continuano a svolgere un ruolo essenziale nella lotta contro il Coronavirus”, dice la strategist. “Ma poiché il Covid è sempre più sotto controllo e in molti paesi si prevede di tornare alla quasi normalità entro il 2024, prevediamo che le vendite di questi vaccini diminuiranno. Pensiamo, però, che il mercato di alcuni trattamenti, in particolare gli antivirali orali, avrà una maggiore longevità”.

Non solo vaccini
In questo quadro va detto che le aziende biotech non si occupano solo di Coronavirus.

“Riteniamo che il mercato stia sottovalutando l'innovazione della pipeline di prodotti che dovrebbe contribuire per il 5% annuo alla crescita degli utili nei prossimi cinque anni delle aziende del segmento”, dice Andersen.

Nella tabella in basso sono elencate le società coperte dalla ricerca Morningstar e i trattamenti che potrebbero dare risultati migliori delle attese del consensus in termini di vendite.

Società e trattamenti
biotech

“A questo, dal punto di vista degli investitori che guardano ai dividendi, vanno aggiunti i payout ratio che, in molti casi, sono pari o superiori al 50%”, dice la strategist.

Acquisizioni in vista?
Un elemento da tenere d’occhio è quello delle fusioni e acquisizioni. “E’ il sistema principale con cui le aziende del settore cercano di ampliare il proprio vantaggio competitivo (Economic moat): vanno a caccia di società innovative che hanno valutazioni basse”, dice Andersen.

“La maggior parte delle grandi aziende biopharma tende a preferire le piccole acquisizioni (fra un miliardo e 20 miliardi di dollari), perché sono più facili da incorporare, anche dal punto di vista della duplicazione dei prodotti”, dice la strategist. “Alla luce delle valutazioni relativamente basse delle società farmaceutiche e biotecnologiche small e mid, prevediamo una ondata di acquisizioni nei prossimi tre anni”, dice la strategist.

Nella tabella in basso sono elencate le società biotech che potrebbero essere target di una acquisizione.

Aziende target
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 Fonte: Morningstar, company reports

 

 

 

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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