Greenwashing, cos’è e come evitarlo

Le caratteristiche di sostenibilità di uno strumento finanziario devono essere certificate. Tuttavia, è fondamentale che gli investitori siano a conoscenza del processo d’investimento e che lo condividano, perché anche nei fondi davvero “verdi” ci possono essere sorprese.

Valerio Baselli 02/11/2021 | 09:28
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Valerio Baselli: Nel mondo degli investimenti, greenwashing significa presentare un prodotto finanziario facendo affermazioni fuorvianti o non certificate sulle sue caratteristiche di sostenibilità.

Il greenwashing si presenta in una varietà di sfumature e intenzioni. C’è il greenwashing intenzionale, cioè quando i promotori di uno strumento d’investimento lo propongono sovrastimando le caratteristiche ambientali, sociali o di governance di quello che stanno effettivamente fornendo. E questo tipo di greenwashing è chiaramente problematico e corrosivo per la fiducia e la credibilità a lungo termine dell’intera industria.

C’è poi un’altra forma di greenwashing che spesso si riduce a un divario di aspettative tra investitori e società di gestione. In questo caso, non c’è una reale intenzione da parte dei gestori di enfatizzare eccessivamente le caratteristiche verdi (chiamiamole così) di un prodotto, ma c’è un investitore che si aspetta di più. Poiché non esiste una definizione comune di "investimento green”, ogni investitore ha una certa idea di come dovrebbe essere, senza rendersi conto che a volte quell’idea può anche non essere la più giusta.

Ora, entrambi i tipi di greenwashing possono essere ampiamente affrontati attraverso la divulgazione e l’educazione finanziaria. Da un lato, le società di gestione devono essere oneste sulla sostenibilità dei loro prodotti e riferire sulle loro caratteristiche ESG. Le aziende quotate, in cui i fondi investono, devono fare lo stesso ed essere trasparenti sulle loro pratiche commerciali.

Lato investitore, invece, il greenwashing è un problema perché chi mette dei soldi in un prodotto potrebbe sentirsi deluso, a volte anche imbrogliato - perché come detto gli investitori hanno la loro idea della sostenibilità e quando guardano le partecipazioni effettive dei loro fondi possono vedere aziende che non si aspettavano, per esempio appartenenti all’industria dei combustibili fossili.

Il greenwashing è anche un problema per il pianeta e la società in senso ampio se il denaro non fluisce in attività che sono necessarie per risolvere questioni come il cambiamento climatico, e questioni sociali, come l'aumento delle disuguaglianze.

Per individuare il greenwashing ed evitarlo, la due diligence è fondamentale. Per prima cosa, un investitore deve guardare oltre il nome o l’etichetta di un fondo e capire qual è l’obiettivo del fondo e soprattutto il processo d’investimento: cosa cerca di fare il gestore di quel fondo? Investe in aziende con un rischio ESG inferiore? Cerca aziende innovative che offrono soluzioni alle grandi sfide ambientali? Si prefigge di avere un impatto preciso e misurabile?

Tutte queste premesse devono poi essere testate. Un investitore deve guardare sotto la superficie, analizzare le partecipazioni del fondo e le sue caratteristiche ESG. Molti fondi con un tema climatico, ad esempio, non investono solo in aziende verdi. Possono investire anche nelle cosiddette aziende di “transizione”, cioè quelle società che oggi non hanno necessariamente buone credenziali climatiche, possono anche avere un'esposizione ai combustibili fossili, ma che hanno l’intenzione e i piani di migliorare il loro profilo ambientale. L’investitore, chiaramente, deve sentirsi a proprio agio con questo tipo di approccio.

Morningstar – e non solo – fornisce metriche, analisi e rating ESG che permettono agli investitori di valutare il profilo di sostenibilità dei prodotti d’investimento. La chiave è trovare i dati giusti. Spesso, un investitore dovrà usare una combinazione di metriche per avere un quadro completo, e assicurarsi che l'investimento si allinei con le sue preferenze ESG e i suoi obiettivi finanziari.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.