Europa, la fiammata dei fondi growth si è spenta. Ma non vincono i value

L’equity della regione continua a salire. Le prospettive di crescita macroeconomica sono buone. E questo favorisce le società che lavorano prevalentemente nell’area.

Marco Caprotti 25/08/2021 | 10:03
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Europa

 

Il mercato azionario europeo, pur con alcuni momenti di pausa, va più forte del resto del mondo. E anche nel Vecchio continente, come accade in altre regioni del globo, si assiste a un avvicendamento degli stili di investimento, anche se con caratteristiche diverse rispetto ad altre zone del mondo.

 

L’indice Morningstar Europe in un mese (fino al 20 agosto e in euro) ha guadagnato il 5,23%, portando a +19,7% la performance da inizio anno. In quattro settimane il paniere Global Markets ha segnato +2% (+17,8% da gennaio).

 

Indici Morningstar Europe e Global Markets a confronto
Europa
Dati in euro

 

Per quanto riguarda le valutazioni equity, secondo il Morningstar Global Market Barometer la situazione è eterogenea. Il mercato tedesco, ad esempio, è correttamente valutato, mentre quello francese è sopravvalutato del 4% (relativamente alle stock coperte dall’analisi Morningstar. Dati in euro aggiornati al 19 agosto 2021). Per trovare stock a sconto bisogna spostarsi in Italia (dove l’equity ha una sottovalutazione del 7%), in Spagna (sottovalutazione del 7%) e nel Regno Unito (6% in sterline).

 

Small e mid cap corrono
Guardando i mercati attraverso la lente delle categorie Morningstar in cui sono divisi i fondi che investono nell’azionario Europa, c’è da segnalare nell’ultimo mese il ridimensionamento del segmento Large cap growth. Cosa che sta accadendo anche in altre aree. Ad approfttarne, tuttavia, non sono gli strumenti value, come registrato ad esempio negli Usa, ma i segmenti dedicati alle Small cap (+24%) e alle Mid cap (+19,7%).

 

Categorie Morningstar a confronto
Europa
Dati in euro

 

La congiuntura migliora
Lo stato di forma delle azioni a piccola e media capitalizzazione si spiega con le buone notizie che riguardano la situazione macroeconomica dell’area e che, di solito, tendono a favorire le società che operano a livello domestico o regionale. Gli ultimi dati comunicati da Eurostat dicono che il Pil dell'Ue è cresciuto, nel secondo trimestre del 2021, dell'1,9%, mentre nell'Eurozona l'aumento è stato del 2% rispetto al trimestre precedente. Nel primo quarter del 2021 il Pil era diminuito dello 0,3% nell'area dell'euro e dello 0,1% nell'Ue. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente il Pil è balzato del 13,6% in eurolandia e del 13,2% nell'Ue dopo il -1,3% in entrambe le zone nel trimestre precedente. A guidare la crescita a livello di Paesi sono state la Spagna (+2,8%) e l'Italia (+2,7%).

 

Ad alimentare l’ottimismo degli investitori è stata sempre l’Unione europea che, dopo i dati Eurostat, ha annunciato che dovrà rivedere al rialzo le previsioni per il 2021. Secondo le prime indicazioni (da confermare) la crescita dei paesi dell'Eurozona dovrebbe arrivare al 4,8% quest’anno, mezzo punto in più rispetto alla stima precedente calcolata dall'Ue. Inoltre, nel 2022, rispetto ai calcoli già fatti, si prevede che l'economia possa crescere fino al 4,5% (+0,1 punti percentuali).

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.