Stiamo riscontrando problemi intermittenti nella registrazione al sito da parte degli utenti Premium. Stiamo lavorando per risolverli al più presto. Ci scusiamo per il disguido. Grazie per la pazienza.

Nel 2020 vince il portafoglio “Lepre”

Il paniere Hare ha sovraperformato largamente quello Tortoise grazie al miglior andamento del segmento Growth rispetto a Value e Blend.

Francesco Lavecchia 02/02/2021 | 14:43
Facebook Twitter LinkedIn

portafoglio

Il portafoglio Lepre (Hare, in inglese) ha corso più veloce di quello Tartaruga (Tortoise) nel 2020. Si tratta dei due portafogli creati dagli analisti di Morningstar: il primo ha l’obiettivo di sovraperformare il mercato americano durante un intero ciclo economico seguendo una strategia che premia le aziende con una forte posizione di vantaggio competitivo (Economic moat), che promettono di avere una crescita degli utili per azione superiore alla media e che sono scambiate a sconto sul mercato; il secondo punta a realizzare un incremento del capitale stabile, anche se moderato, attraverso l’investimento in titoli di qualità superiore e con solidi fondamentali.

La lepre ha corso con i Growth
I numeri dicono che lo scorso anno il paniere Hare ha guadagnato il 21,3% (in dollari) battendo di larga misura quello Tortoise (+5,5%) e sovraperformando anche il mercato di riferimento (l’S&P 500 che è salito del 18,4%). La differenza, a favore del primo, l’ha fatta il peso del segmento Growth sul totale del valore di mercato complessivo dell’indice. I titoli americani a forte propensione di crescita degli utili, che nel 2020 hanno guadagnato oltre il 40%, pesano per il 53% all’interno del paniere Hare e solo il 14% all’interno di quello Tortoise, nel quale invece prevalgono i titoli Value e Blend, che hanno chiuso lo scorso anno con una performance rispettivamente del -4,6% e del 16,7%.

Guardando all’interno del portafoglio Leprel notiamo due cose: da una parte i titoli che hanno maggiormente contribuito alla performance del paniere sono quelli che hanno beneficiato, o che comunque hanno sofferto meno, della pandemia come Alphabet, Microsoft e Amazon. Insieme hanno contribuito per oltre un terzo della performance complessiva; dall’altra, nonostante la recessione prodotta dall’emergenza sanitaria abbia ostacolato la crescita degli utili di società come Booking, Walt Disney, Uber e Lyft, e abbia creato problemi anche alle aziende dei servizi al credito come Visa e Mastercard, che hanno accusato il calo delle commissioni sulle transazioni fatte all’estero, i loro titoli hanno registrato comunque forti rialzi in Borsa. “Le ragioni di queste performance possono essere ricondotte a tre possibili fattori”, dice David Harrell, Editor di Morningstar. “I tassi di interesse ai minimi storici hanno indotto gli investitori a pesare maggiormente nelle valutazioni dei titoli azionari i flussi di cassa futuri delle aziende, piuttosto che le debolezze di breve periodo; il mercato sembra anticipare un significativo rimbalzo della domanda per i servizi legati ai viaggi e al turismo, una volta che la pandemia sarà alle spalle; mentre il terzo fattore può essere ricondotto semplicemente ad una irrazionale esuberanza degli investitori”.

La tartaruga punta sulla rivincita dei Value
A pesare sulla performance del portafoglio Tartaruga è stato invece il negativo andamento di titoli come Wells Fargo, Enterprise Products Partners EPD, Magellan Midstream Partners, General Dynamics e Raytheon Technologies che, nonostante possano vantare un Moat nella misura di Ampio, operano in settori che hanno sofferto particolarmente la stretta alla mobilità imposta dalla diffusione del virus. Magellan ed EPD, nel comparto energetico, hanno pagato il calo della domanda di greggio e di gas naturale che ha comportato, per la prima, la contrazione nei volumi di prodotto raffinato e per la seconda un minor utilizzo dei suoi oleodotti. General Dynamics e Raytheron sono attive nel settore aerospaziale e sono state penalizzate dal calo verticale dei voli. Wells Fargo, invece, ha sofferto come tutti i bancari il legame della sua attività con il ciclo economico. “I punti deboli del 2020 potrebbero però essere i punti di forza del portafoglio tortoise nei prossimi anni”, aggiunge Harrell. “Già a dicembre i titoli Blend hanno sovraperformato i Growth, che invece hanno mantenuto un vantaggio solo marginale nei confronti del segmento Value, e questo dato potrebbe essere foriero di un riscatto di quelle azioni maggiormente orientate al valore”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Leggi gli articoli della categoria Azioni Analisi e Strategie

Clicca qui

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia