ETF emergenti, ce n’è per tutti i gusti

La pandemia è stata un duro colpo per le regioni in via di sviluppo. Le valutazioni, però, non sono mai state così interessanti nell’ultimo decennio. Gli investitori italiani possono scegliere tra 46 replicanti azionari e 20 obbligazionari esposti alle regioni emerging (esclusi quelli focalizzati su un unico paese).

Valerio Baselli 21/09/2020 | 09:32

Il cielo è tutt’altro che sereno sopra gli emerging markets. Se i paesi sviluppati si trovano a dover gestire un 2020 orribile e un altro paio di anni magri, per i mercati in via di sviluppo – che non possono contare su un sistema sanitario solido ed equipaggiato, e in molti casi nemmeno su di una risposta politica adeguata –  il conto potrebbe essere molto più salato.

Gli investitori lo hanno capito e non ci hanno pensato due volte a abbandonare la nave. Gli Exchange traded fund domiciliati in Europa appartenenti alla categoria Azionari Globali Mercati Emergenti hanno visto deflussi netti di oltre 5,6 miliardi di euro tra febbraio e giugno. La stessa dinamica ha interessato il reddito fisso, con circa 4,2 miliardi di riscatti netti dagli ETF Obbligazionari Paesi Emergenti Valuta Locale nello stesso periodo. A onor del vero, entrambe le categorie sono tornate in territorio positivo – seppur modesto – in termini di raccolta nel mese di agosto, con 353 e 148 milioni di flussi in entrata, rispettivamente.

D’altra parte, dando uno sguardo al rapporto prezzo/utili (P/E), si nota chiaramente come i mercati emergenti globali stiano viaggiando a delle valutazioni che non sono mai state tanto basse nell’ultimo decennio, il che potrebbe far gola a quegli investitori con appettito per il rischio e un orizzonte temporale di medio-lungo periodo.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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