Il Nord Europa guida la classifica della sostenibilità

SUSTAINABILITY ATLAS. Olanda, Finlandia e Svezia sul podio del ranking dei migliori mercati in termini ESG. Hong Kong e Taiwan gli unici paesi extra-europei in prima fascia. Le aziende italiane gestiscono bene le problematiche relative alla sostenibilità, ma il forte peso del settore energetico rende Piazza Affari molto esposta ai rischi ESG.

Valerio Baselli 23/04/2020 | 09:53
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I temi legati alla sostenibilità stanno diventando sempre più importanti. Gli investitori si mostrano ogni giorno più sensibili a tali problematiche e un numero crescente di aziende apporta miglioramenti sostanziali in termini ambientali, sociali e di governance.

Come riportato dall’ultimo Morningstar Sustainability Atlas, sono come al solito i paesi europei (in particolare i nordici), a guidare la classifica dei mercati azionari più sostenibili al mondo. Queste nazioni sono sempre state un passo avanti su questo fronte. Ci sono comunque alcuni altri paesi che dimostrano profili di sostenibilità particolarmente solidi.

Il Sustainability Atlas è studio semestrale che analizza 48 indici azionari Morningstar (97% della capitalizzazione di mercato mondiale) sulla base delle valutazioni ESG dei singoli titoli (l’ESG Risk Rating fornito da Sustainalytics). La metodologia è stata rivista nell’ottobre del 2019 ed è la stessa usata per calcolare il Morningstar Sustainability Rating per i fondi e gli ETF.

Lo studio si articola in cinque mappe con annesso commento, basate su cinque diversi parametri. In questo articolo ne mostriamo due.

Olanda campione del mondo, Russia agli ultimi posti
La mappa sottostante mostra chiaramente come i paesi del nord Europa e la zona euro siano i più virtuosi in termini di sostenibilità. L’Olanda si aggiudica il titolo di mercato azionario più sostenibile del mondo (anche come conseguenza della nuova metodologia, nell’ultima edizione dell’Atlas risultava terza). Titoli importanti del benchmark olandese, come Wolters Kluwer (società attiva nel settore dell’informazione) e soprattutto il produttore di semiconduttori ASML Holding, sono considerati molto poco esposti ai rischi ESG.

Scivola invece dal primo al secondo posto la Finlandia, che può contare su titoli come Nokia (leader ESG nel settore dell'hardware tecnologico globale) e KONE (leader ESG nel settore dei macchinari).

Chiude il podio la Svezia, mercato che deve questo importante risultato a titoli come Ericsson e Investor AB. Quest’ultima società, in particolare, presenta un rischio ESG quasi nullo secondo la metodologia di Sustainalytics.

Hong Kong è il mercato extraeuropeo più sostenibile. Secondo Sustainalytics, la compagnia assicurativa AIA Group combina una contenuta esposizione ai rischi ESG e una solida gestione. Anche Taiwan entra nel primo quintile in termini di sostenibilità, grazie al ruolo svolto da Taiwan Semiconductor Manufacturing, leader globale in termini ESG.

Gli Stati Uniti si classificano al tredicesimo posto su 48. Da un lato, aziende come Microsoft, Berkshire Hathaway o Visa sono considerate leader dal punto di vista della sostenibilità; dall’altro, il livello di rischio ESG affrontato da grandi nomi come Amazon, Facebook e Johnson & Johnson è classificato come “alto”.

Un gruppo di mercati emergenti medio orientali, dell'America Latina e dell’Est Europa, tra cui Russia e Brasile, occupa il fondo della classifica. Israele si distingue come unico mercato sviluppato tra questo gruppo di ritardatari.

L’Italia, dal canto suo, si piazza al quindicesimo posto su 48. Piazza Affari paga in particolare il forte peso del settore energetico nel benchmark di riferimento, il Morningstar Italy Index. Le aziende italiane, tuttavia, si distinguono nella gestione dei rischi ESG. Il nostro mercato domestico si guadagna infatti il terzo posto in questa particolare classifica.

01 Sustainability 2020 H1 01 800

Il rischio carbone
A partire dal 2018, il Sustainability Atlas ha introdotto due nuove mappe, utilizzando due delle Morningstar Portfolio Carbon Metrics, le quali permettono di misurare l’esposizione del portafoglio dei fondi ai rischi derivanti dalle emissioni inquinanti.

A livello di Carbon Risk (che valuta in che misura un’azienda o un portafoglio è a rischio rispetto alla transizione verso un modello a basse emissioni di carbonio), i mercati meglio posizionati sono quelli europei occidentali, in particolare Svizzera, Olanda, Danimarca, Svezia e Belgio. Bene, da questo punto di vista, anche Sudafrica e Stati Uniti.

Il mercato azionario americano, nonostante gli Usa siano il secondo più grande emettitore di carbonio al mondo, mostra infatti un basso rischio carbone. Ciò è dovuto al fatto che le aziende sanitarie e tecnologiche rappresentano il 37% della capitalizzazione del benchmark statunitense e che i titoli finanziari rappresentano quasi il 14%, mentre solo il 2,5% è dedicato al settore energetico. Non si piazza bene la Russia, con circa il 55% della sua capitalizzazione di mercato in azioni energetiche e, di conseguenza, il più alto livello di rischio carbone al mondo.

Sustainability 2020 H1 Carbon Risk Map

Per scaricare il report completo del Morningstar Sustainability Atlas, clicca qui.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.