Banche Usa: ecco perché sono a sconto

Le valutazioni di mercato dei titoli del comparto non sono mai state così convenienti dalla crisi del 2008. Ma la differenza rispetto ad allora, dicono gli analisti di Morningstar, è che adesso gli istituti di credito sono in grado di resistere a una fase di forte recessione.

Francesco Lavecchia 21/04/2020 | 11:40

Quanto sono corrette le attuali valutazioni del mercato sulle banche americane? Negli ultimi tempi gli investitori sono stati tutt’altro che generosi con i titoli del settore bancario. Gli istituti di credito tradizionali coperti dall’analisi Morningstar sono stati i più penalizzati nel sell-off delle ultime settimane (tra i titoli del comparto finanziario) e ora il loro rapporto Prezzo/Fair value è tornato sui minimi registrati nel 2008.

Secondo gli analisti di Morningstar gli operatori sembrano essere troppo concentrati sugli utili attesi nei prossimi trimestri, nei quali ci si aspetta una terribile caduta del Pil del paese. Ma il modo migliore per capire il reale valore delle banche americane, aggiungono, è guardare ai loro bilanci.

Perché guardare agli utili è fuorviante
“Non è importante se l’utile per azione di una banca dovesse calare del 20% o addirittura del 50% nel prossimo trimestre o a fine anno. A nostro avviso anche una contrazione del 40% degli utili per un periodo limitato di tempo non giustifica una simile discesa del prezzo dei titoli del comparto bancario”, dice Eric Compton, analista azionario di Morningstar. “Siamo consapevoli che la principale fonte di reddito degli istituti di credito, il margini di interesse, registrerà in media un calo attorno al 10% (relativamente ai titoli coperti dalla nostra analisi), ma le nostre stime indicano che gli attuali prezzi di mercato sono addirittura più bassi del fair value medio che incorpora l’ipotesi che i tassi di interesse rimangano bassi per sempre”.

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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