Coronavirus, l’emergenza spinge l’e-commerce

Le restrizioni a uscire di casa, dicono gli analisti di Morningstar, favoriscono gli acquisti via Internet. I beni discrezionali e chi non ha sviluppato strutture dedicate allo shopping online soffriranno di più. Ma ci sono delle eccezioni.

Marco Caprotti 31/03/2020 | 13:15

Distanza sociale, chiusura dei negozi, viaggi cancellati, fiducia dei consumatori ai minimi. Sono alcuni dei fattori che, a causa della pandemia di Coronavirus, pesano sull’andamento del commercio a livello globale. In questo quadro, le vendite online e le società che, in varia misura, occupano il segmento secondo gli analisti di Morningstar possono trovare una nuova spinta.

La Cina, quando si parla di acquisti in rete nelle fasi di emergenza, può fare da modello. “Nel paese l’impatto della pandemia sull’e-commerce presenta più fattori positivi che negativi”, spiega Jelena Sokolova, analista equity di Morningstar in un report del 24 marzo 2020. “Questo grazie soprattutto all’espansione dello shopping online nelle città meno popolate e nelle aree rurali. A causa dei timori della pandemia e degli obblighi a non lasciare le abitazioni, molte persone in queste zone si sono orientate sugli acquisti in rete. Un fenomeno simile lo abbiamo visto durante l’epidemia di Sars del 2003, che ha dato una forte spinta all’e-commerce nel paese”.

A livello globale, la crescita dello shopping online non è un processo privo di ostacoli. “Bisogna considerare i problemi che incontrano le fasce più povere della popolazione nell’adottare questa modalità di acquisto”, dice l’analista. “Nell’elenco delle criticità vanno messi i costi di consegna, l’uso limitato delle carte di credito per alcune persone e le difficoltà nel fare arrivare i pacchi nelle zone a più alta densità criminale. Le aziende specializzate nelle vendite sottocosto, inoltre, sono più vulnerabili al calo dei consumi visto che, di solito, non hanno una struttura pensata per le vendite online. Senza contare che i beni di consumo discrezionali, quando si ha a che fare con emergenze sanitarie, non sono in cima alla lista della spesa”.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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