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Dazi Wto, c’è poco cibo nei fondi italiani

Nella Penisola, il settore food sarà quello più penalizzato dall’aumento delle tariffe deciso per colpire i paesi del consorzio Airbus. Negli strumenti che investono nell’equity tricolore è scarsamente rappresentato. Gli investitori, intanto, studiano il quadro macro domestico e quello internazionale.

Marco Caprotti 10/10/2019 | 12:15

Gli americani potranno anche decidere di levare dalla tavola parmigiano e pecorino. Ma la scelta, che potrebbe essere fatta dal 18 ottobre, quando scatterà l’aumento dei dazi deciso dal World trade organization (Wto) per punire i paesi che fanno parte del consorzio Airbus per la concessione di quelli che sono stati definiti “aiuti di stato” al costruttore aereo, non dovrebbe chiudere lo stomaco a chi investe sull’equity italiano.

Il Made in Italy sarà colpito con una tariffa del 25%. Secondo quanto emerge dalla lista pubblicata sul sito dell'Ufficio dal Rappresentante al Commercio Usa, Robert Lighthinger, i prodotti italiani più coinvolti sono il pecorino romano, il Parmigiano Reggiano, il provolone e il prosciutto. Si salverebbero invece l'olio d'oliva e il prosecco.

Quello americano è, dopo la Germania, il secondo mercato estero per il Parmigiano Reggiano per il quale, secondo le analisi di Coldiretti, la tassa passerebbe da 2,15 dollari a 15 dollari al chilo, facendo alzare il prezzo al consumo fino a 60 dollari al chilo. Ad un simile aumento, secondo il consorzio del Parmigiano Reggiano, corrisponderebbe un crollo dei consumi stimato nell’80-90% del totale del formaggio prodotto in Emilia.

Nel 2018 l’export complessivo dell’Italia verso gli Stati Uniti è stato di 42,45 miliardi di euro (dati Eurostat), piazzandosi al terzo posto dopo Germania e Regno Unito (vedi tabella sotto).

Le esportazioni dei paesi Ue verso gli Usa
Export euroFonte: Eurostat

La notizia dei dazi non ha fatto agitare più di tanto Piazza Affari. L’indice Morningstar Italy, da quando è stata annunciata la misura punitiva – e a parte qualche lieve scossa - ha guadagnato (fino al 9 ottobre e in euro) poco più dell’1%, portando -1,7% la performance delle ultime quattro settimane (+19,2% l’andamento da inizio gennaio).

Indice Morningstar Italy
italia

Dati in euro aggiornati al 9 ottobre 2019
Fonte: Morningstar Direct

 

Poco food nei fondi
Dal punto di vista dei fondi, i dazi sull’alimentare non dovrebbero provocare particolari scossoni agli strumenti che investono nel Belpaese. Il food, infatti, è scarsamente rappresentato nei prodotti raccolti nella categoria Morningstar Azionari Italia con una media dello 0,3%.

Nella tabella in basso sono elencati fondi che hanno una esposizione netta al settore food di almeno l’1%.

Fondi Italia

Il quadro macro in cui si muove l’Italia
Quello che potrebbe condizionare il sentiment degli operatori, sul lato domestico è lo scenario macroeconomico in cui si trova l’Italia. A settembre, l’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito per le imprese (elaborati dall’Istat) hanno fornito indicazioni diverse. Il primo ha segnato un lieve aumento, mentre il secondo ha fatto vedere un peggioramento. Nel frattempo, l’Istituto di statistica ha portato allo 0,1% il dato sul Pil del secondo trimestre che, in prima lettura, aveva dato una variazione nulla in termini congiunturali e un calo dello 0,1% in termini tendenziali.

Per quanto riguarda le ripercussioni che la situazione internazionale potrebbe avere sull’Italia, restano le preoccupazioni per la crescita globale e per la guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina. Le ultime notizie da questo fronte parlano di un’apertura di Pechino a un accordo parziale. La delegazione cinese che in questi giorni si trova a Washington, secondo il Financial Times potrebbe proporre acquisti supplementari di beni agricoli per 10 miliardi dollari all'anno. Inoltre, i cinesi rimuoverebbero una serie di ostacoli al commercio (diversi dai dazi), che hanno irritato molto il Dipartimento dell'Agricoltura Usa negli ultimi trimestri. L'intento sarebbe quello di evitare l'aumento dei dazi del 5% (dal 25% al 30%) su 250 miliardi di merci, previsto per il 15 ottobre.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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