Perché è importante sapere cosa c’è in portafoglio

Le performance storiche non sono garanzia per i rendimenti futuri. L’analisi dello stile di investimento può venire in aiuto per conoscere il profilo di ritorno/rischio di un fondo.

Sara Silano 15/07/2019 | 09:28

Siamo abituati a scegliere i fondi sulla base del loro rendimento e rischio, meno dal punto di vista dello stile, ossia di quello che hanno in portafoglio. Eppure, questo aspetto è importante perché ci permette di decidere cosa acquistare, classificare i nostri investimenti, comprendere le principali fonti di rischio e farci delle aspettative di rendimento.

Le differenze nei due approcci sono notevoli. L’analisi del profilo di rischio/rendimento di un fondo si basa sui dati storici di performance e li confronta con indici di riferimento, quella di stile guarda alle singole posizioni in portafoglio, ad esempio se si tratta di titoli a larga, media o piccola capitalizzazione, con un orientamento al valore o alla crescita.

Quando le performance riservano sorprese
Se consideriamo unicamente le performance, ci facciamo un’idea di un determinato fondo solo sulla base dei suoi ritorni passati, i quali non possono essere garanzia per quelli futuri. Potrebbero essere stati generati da scelte di investimento diverse da quelle attuali o da un team di gestione che oggi non c’è più. Ci potremmo anche trovare nella situazione in cui il fund manager ha battuto la categoria di riferimento grazie a scelte non in linea con il suo stile, ad esempio puntando in modo considerevole sulle small cap, nonostante la politica di investimento indichi un orientamento verso le blue chip. In questo caso, cambia anche il profilo di rischio e, senza un’analisi dello stile, è arduo comprenderne le motivazioni.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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