Fondi, il voto in assemblea è sostenibile?

Le società di gestione specializzate sui temi ESG sposano al 100% le risoluzioni su ambiente e diversità di genere. Gli asset manager tradizionali non sempre sono allineati, ma il loro ruolo è fondamentale nel promuovere, con il dialogo, cambiamenti positivi su questo fronte.

Sara Silano 05/04/2019 | 08:58

Il voto di un gestore nell’assemblea degli azionisti di una società che ha in portafoglio può dire molto su come viene eseguito il mandato di sostenibilità. Le analisi di Morningstar rivelano che non sempre c’è un completo allineamento.

Prendiamo, ad esempio, il tema del cambiamento climatico. L’anno scorso, negli Stati Uniti, durante la stagione delle assemblee, anche detta proxy season, 14 risoluzioni su questo problema hanno ricevuto un supporto da parte degli azionisti superiore al 40% e 8 di queste, maggiore del 50%. Come spiega Jackie Cook, Director of Manager Research Sustainable stewardship di Morningstar e intervenuta al Salone del Risparmio di Milano il 4 aprile, è un risultato importante dato che i vertici delle aziende generalmente danno raccomandazioni di voto “contro” tali provvedimenti.

Sgr sostenibili e tradizionali
Esiste tuttavia una differenza tra le società di gestione specializzate sui temi della sostenibilità e quelle tradizionali. Infatti, nel 2018, le prime hanno votato in modo unanime a favore del 100% delle risoluzioni relative ai cambiamenti climatici; mentre gli asset manager tradizionali, tra cui BlackRock, Fidelity, Invesco, State Street e Vanguard, hanno avuto comportamenti contrastanti, anche nella loro offerta ESG (vedi tabella sotto riferita a strumenti finanziari disponibili sul mercato statunitense, non su quello europeo).

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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