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Anche il petrolio può essere sostenibile

Repsol e Total hanno un buon profilo ESG grazie all’adozione di programmi e politiche che permettono di ridurre al minimo i rischi legati all’ambiente e le controversie con le comunità locali. I titoli sono scambiati a sconto rispetto al fair value.

Francesco Lavecchia 24/01/2019 | 08:26

Anche gli energetici possono essere sostenibili. Lo dimostrano, per esempio, Repsol e Total grazie a politiche efficaci nella gestione delle problematiche ambientali e delle relazioni con le comunità locali interessate dalla loro attività. Attualmente, i titoli sono scambiati sul mercato a tassi di sconto elevati e questo li rende interessanti idee di investimento per la costruzione di un portafoglio che tenga conto dei criteri ESG e che abbia un obiettivo di rendimento di lungo termine. 

Repsol al top nel rating ESG
Repsol è un gruppo petrolifero integrato di medie dimensioni attivo in più di 50 paesi nel mondo e con ricavi provenienti in larga parte dalla vendita di greggio e prodotti raffinati. Le ultime scoperte di petrolio in Alaska hanno aumentato il peso del segmento upstream tanto da spingere il management a concentrare la strategia di crescita futura sui nuovi progetti di esplorazione e produzione di petrolio. Ma questo espone l’azienda ai rischi legati ai metodi di estrazione non convenzionali e a quelli nelle acque profonde, nonché alle problematiche relative alla gestione del rapporto con le comunità. 

“A nostro avviso Repsol ha messo in piedi negli anni delle politiche ambientali efficaci e si è dimostrata in grado di gestire le emergenze. L’azienda, infatti, ha un trend positivo nella riduzione delle fuoriuscite di petrolio e negli ultimi tre anni non ha riportato alcuna sanzione ambientale. L’opposizione delle popolazioni residenti nei territori coinvolti può produrre ritardi o una lievitazione dei costi dei progetti, ma anche in questo caso Repsol ha dimostrato di avere programmi di coinvolgimento delle comunità molto efficaci e l’assenza di controversie di questo tipo ne è la prova. Sulla base di queste valutazioni assegniamo un rating ESG pari a 88 su 100”, dice Dana Sasarean, analista di Sustainalytics (report aggiornato al dicembre 2017). 

Gli analisti di Morningstar giudicano positivamente le decisioni di Repsol di investire nell’estrazione di petrolio in Brasile (cosa che le permette di aggiungere volumi di produzione sui quali riesce a ricavare margini di profitto più elevati) e di acquisire la canadese Talisman. Tuttavia la bassa redditività del capitale indica l’incapacità dell’azienda di costruirsi una posizione di vantaggio all’interno del settore.

“Negli ultimi tre mesi il titolo ha perso quasi l’11% a causa della caduta del prezzo del petrolio e delle speculazioni circa le possibili conseguenze che la regolamentazione sul carburante utilizzato dalle navi (IMO 2020) potrà avere sui volumi di produzione delle raffinerie. Nonostante questo però, crediamo che la reazione del mercato sia stata troppo pessimistica. Le nostre previsioni per i prossimi cinque anni indicano una crescita media degli utili del 5% e un fair value pari a 18,40 dollari” dice Allen Good, di Morningstar (report aggiornato al 31 ottobre 2018).

Total è scontata del 30% rispetto al fair value
Total è una compagnia energetica integrata attiva nei segmenti dell’esplorazione, produzione e commercializzazione di petrolio e gas. L’azienda francese è il quinto produttore al mondo e ha siti estrattivi che necessitano un alto consumo di carbone. Inoltre, più della metà delle sue riserve sono collocate in Africa, Asia e Medio Oriente, in paesi con grossi problemi di corruzione e di rispetto dei diritti civili, e risulta essere molto esposta anche ai rischi legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro a causa dei suoi progetti in acque profonde come quelli nell’Africa occidentale e nel Golfo del Messico.

“Nonostante tutto Total è tra le migliori aziende del settore sotto il profilo della sostenibilità (il rating ESG di 83 su 100). L'azienda è molto attenta alla divulgazione all’esterno dei rischi ai quali è esposta e tutte le questioni legate a problematiche ESG sono supervisionate dal consiglio di amministrazione o da quello direttivo, a testimonianza di quanto questi aspetti siano fortemente integrati nella strategia complessiva dell’azienda”, dice Dana Sasarean, analista di Sustainalytics. “Relativamente al rischio sulla sicurezza, alla salute dei lavoratori e all’ambiente, la società dispone di un sistema di gestione completo che affronta le principali aree di esposizione e ha dimostrato negli anni di essere molto efficiente nel ridurre le interruzioni dell’attività e gli incidenti. Total è stata implicata in passato in numerosi casi di corruzione, ma da qualche anno ha implementato con successo un nuovo codice di condotta che sembra dare i suoi frutti. Infine, la pubblicazione di target in termini di riduzione di emissioni di CO2  dimostra come l’azienda abbia una strategia in merito e sia preparata ad affrontare questa problematica”.

Relativamente all’analisi dei fondamentali della società, gli analisti di Morningstar riconoscono all’azienda il merito di aver aumentato l’efficienza operativa in modo da poter operare in maniera profittevole anche in contesti caratterizzati da bassi prezzi del petrolio. “Total ha costi di produzione inferiori rispetto ai competitor e prevede di ridurli ulteriormente tagliandoli del 50% rispetto ai livelli del 2014. Inoltre, nei prossimi anni si prevede l’aumento del peso di progetti di estrazione di gas liquefatto, che necessitano di minori investimenti e hanno tassi di declino della produzione più bassi, e il taglio dell’attività di raffineria in Europa in modo da aumentarne i livelli di profittabilità. A nostro avviso il mercato non valuta adeguatamente l’impatto che queste misure potranno avere sulla crescita degli utili futuri e sconta il titolo del 30% rispetto al fair value di 67 euro”, dice Allen Good, analista di Morningstar (report aggiornato al 18 gennaio 2019).

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Repsol SA14,60 EUR0,00
Total SA47,16 EUR-0,06

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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