Se sull’età della pensione sbagliassimo tutti

Oltre vent’anni di riforme previdenziali in Italia hanno avuto un unico fattore comune: rendere incerto quando ci ritireremo dal lavoro. Questa insicurezza ha un prezzo molto salato.

Sara Silano 26/10/2018 | 08:42

Dal 1992 ad oggi, i cambiamenti normativi sulle pensioni degli italiani si potrebbero leggere con lo spostamento in avanti dell’età. Con la riforma Amato di quell’anno, era stata innalzata a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne; con quella successiva di Dini nel 1995 si è passati dal metodo retributivo a quello contributivo. Nel 2004, quando Ministro del lavoro e delle politiche sociali era Roberto Maroni, l’età minima per accedere alla pensione di anzianità venne spostata da 57 a 60 anni a partire dal 2008 (a 61 dal 2010 e a 62 dal 2014). Il meccanismo fu poi rivisto dal governo Prodi nel 2008, che stabilì parametri diversi (ad esempio, 59 anni per il 2009 e 2010, 60 per il 2011 e 2012, ecc.).

Dalla Fornero a Quota 100
Arriviamo ai tempi più recenti. Nel 2011, la riforma Fornero, che faceva parte del cosiddetto decreto Salva Italia, stabilisce l’innalzamento a 66 anni per gli uomini e per le donne del pubblico impiego (per quelle del settore privato e autonome l’incremento è più graduale nel tempo). Cinque anni dopo, il governo Renzi introduce la flessibilità in uscita e l’anticipo pensionistico (Ape). Infine, l’ultima proposta è di queste settimane ed è contenuta nella legge di bilancio 2019. Si tratta di “Quota 100” e, così come è stata presentata dai partiti di maggioranza (Lega e Movimento 5 stelle), sposta indietro la soglia minima a 62 anni (con 38 di contributi).

Il costo dell’incertezza
Il susseguirsi delle riforme ha un costo molto salato per i lavoratori: l’incertezza sull’età in cui potranno andare in pensione. In uno studio dal titolo The retirement mirage, David Blanchett, che in Morningstar è capo della ricerca previdenziale, ha analizzato l’impatto di questa mancanza di sicurezza sulla probabilità che una persona abbia il necessario per vivere dignitosamente quando sarà anziana.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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