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Bollicine di valore

Il segmento beverage è uno dei più convenienti all’interno del comparto beni difensivi. Coca-Cola e Pepsi si contendono il primato del settore e sono entrambe scambiate a tassi di sconto interessanti.

Francesco Lavecchia 20/03/2018 | 10:26
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La flessione dei corsi azionari nell’ultimo mese ha reso le valutazioni del segmento beverage più convenienti e i titoli Pepsi e Coca-Cola garantiscono un Moat elevato e interessanti margini di apprezzamento.

Pepsi e Coca-Cola continueranno a dominare il mercato globale delle bevande analcoliche, ciascuna con una quota di mercato domestico attorno al 20%, per effetto di fattori come le profonde relazioni commerciali, vaste reti di imbottigliamento e distribuzione e alte economie di scala che creano forti barriere all'ingresso di nuovi competitor”, dice Sonia Vora, analista azionaria di Morningstar. “Nei prossimi anni assisteremo alla razionalizzazione dei prezzi all’interno del comparto, ma ci aspettiamo che le due aziende siano in grado di mantenere margini di profitto superiori alla media anche grazie a un mix di prodotti ad alto valore aggiunto”.

Coca-Cola
Coca-Cola ha provveduto a dismettere i suoi stabilimenti di imbottigliamento degli Stati Uniti, ora dati in gestione attraverso contratti di franchising ad aziende terze, e questo le ha permesso di alleggerire in maniera significativa il suo impegno di capitali e di mantenere alta la sua redditività. Nei prossimi anni le previsioni indicano una crescita media dell’1,1% trainata soprattutto dalle vendite nei mercati emergenti, mentre quelli sviluppati soffriranno per il rallentamento della domanda di bevande gasate. Da inizio anno il titolo ha ceduto quasi il 5% e ora è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 0,89 (report aggiornato al 26 febbraio 2018).

Pepsi
Pepsi ha un portafoglio brand di circa 20 marchi che generano ognuno oltre un miliardo di dollari di vendite. Inoltre, la sua presenza nei segmenti beverage e snack le permette di realizzare grosse sinergie che contribuiscono a spingere la profittabilità a un livello significativamente superiore rispetto a quello dei suoi competitor. “La crescita futura sarà alimentata dalle attività di snack e bevande non carbonizzate di Pepsi, che dovrebbero consentirle di compensare l'impatto del declino delle vendite di bibite gassate nei mercati sviluppati. Diversamente da quanto fatto da Coca-Cola, Pepsi ha assunto il controllo dei suoi imbottigliatori nel 2010 consolidando circa l'80% del suo sistema di bevande negli Usa. Ci aspettiamo che questa operazione consenta un maggiore controllo delle operazioni e una più profonda integrazione tra le aziende di snack e bevande”, conclude Vora. Anche il titolo Pepsi ha avuto un negativo avvio del 2018, cedendo sul terreno quasi otto punti percentuali, e ora è scambiato a un tasso di sconto del 10% rispetto al fair value di 123 dollari (report aggiornato al 13 marzo).

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia