Nei singoli mercati, il gestore attivo ha una marcia in più

La conoscenza delle aziende e la possibilità di mettere in portafoglio titoli che non sono presenti nei benchmark tradizionali può generare valore rispetto a uno strumento passivo.

Sara Silano 20/03/2018 | 09:22
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I gestori di fondi specializzati su singoli Paesi europei possono davvero creare valore rispetto a una gestione indicizzata. Perché hanno una conoscenza del mercato locale che permette loro di scoprire titoli interessanti al di fuori dai benchmark tradizionali, i quali, nella maggior parte dei casi sono a capitalizzazione, quindi tendono a sovrappesare le blue chip. E’ per questa ragione che i comparti con Morningstar Analyst rating positivo (Gold, Silver o Bronze) sono prevalentemente attivi.

Performance mercati europei nel 2017

Chi fa la differenza in Italia
Prendiamo ad esempio Piazza Affari. Nel 2017, l’indice Morningstar Italy ha guadagnato il 15,1%, battendo lo Europe, che si è fermato a +10,9%. I settori trainanti sono stati quello finanziario, le utilities e i consumi discrezionali. Alcune large cap, come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Enel, Fca e Ferrari, hanno determinato gran parte dei guadagni; ma un contributo significativo è venuto anche da titoli più piccoli come Finecobank, Interpump, Iren e Moncler, che hanno quindi offerto opportunità ai fund manager.

Tra gli strumenti coperti dalla ricerca Morningstar, Fidelity Italy e Axa WF Framlington Italy, entrambi Bronze, sono considerati dagli analisti i migliori specializzati sul Belpaese. Il primo, gestito da Alberto Chiandetti dal 2008, ha avuto un 2017 sottotono a causa di alcune scelte che non hanno dato i risultati sperati, come ad esempio il sottopeso di Fca e Ferrari; tuttavia nel lungo periodo ha dimostrato di saper generare valore per i sottoscrittori. Il secondo è guidato da Gilles Guibout, che ha oltre vent’anni di esperienza su Piazza Affari e nel 2017 ha battuto la categoria, rimanendo aderente alle sue convinzioni sui finanziari e gli industriali, nonostante questo approccio l’avesse penalizzato nel 2016.

Fondi azionari Italia con Analyst Rating

Hanno un Analyst rating neutrale, invece, gli unici due Etf coperti dalla ricerca Morningstar, iShares Ftse Mib e Lyxor Ftse Mib (per entrambi, il report è di Hortense Bioy ed è stato pubblicato il 12 giugno 2017), che, nonostante le basse commissioni, hanno faticato a battere gli strumenti attivi a causa della concentrazione che caratterizza l’indice che replicano.

In Germania, un mix di attivi e passivi
A differenza dell’Italia, in Germania è possibile trovare alcuni strumenti indicizzati con rating positivo, accanto a quelli attivi. I “medagliati” non sono solo nell’universo delle large cap, ma anche in quello delle mid-cap. All’inizio del 2018, è stato promosso a Bronze iShares MDax, che offre l’esposizione alle 50 aziende più grandi non incluse nell’indice Dax, garantendo una maggior diversificazione, in quanto si tratta di realtà più solide finanziariamente e redditizie.

Non è sempre facile battere l’indice
Nel 2017, molti fondi-Paese attivi hanno beneficiato della selezione di società di medio-piccole dimensioni al di fuori degli indici principali. Tuttavia, ci sono state delle eccezioni, come nel nord Europa, dove i titoli più piccoli sono stati piuttosto volatili e hanno fatto peggio delle large cap. Questo caso ci ricorda che le scelte al di fuori del benchmark possono rappresentare una fonte di valore aggiunto, ma talvolta o in determinate fasi del mercato, possono generare performance più deboli.

I fondi specializzati su singoli paesi hanno il vantaggio di esporre a segmenti del mercato sotto-rappresentati negli indici regionali o globali. Tuttavia, sono caratterizzati da una maggior volatilità e dai rischi di perdite dovute a una minor diversificazione. Corrono più pericoli i sottoscrittori di strumenti che, oltre ad avere il focus su un singolo mercato, si concentrano sul segmento delle mid-small cap, che è meno liquido, soprattutto quando le masse in gestione crescono e conseguentemente tolgono flessibilità alla gestione.

Come scegliere a Londra
Nel complesso, l’offerta europea di fondi-Paese è contenuta. Fa eccezione il Regno Unito, dove la vasta gamma può rendere ardua la scelta. Morningstar assegna un rating positivo a 44 strategie attive. La flessibilità, dicono gli analisti, è un fattore cruciale per generare valore rispetto agli strumenti passivi, perché permette di evitare i settori meno performanti e diversificare dal punto di vista dimensionale. Un’altra caratteristica del listino di Londra è il fatto che circa il 70% degli utili delle aziende che compongono il Ftse100 deriva dall’estero per cui la Borsa non ha risentito dell’incertezza legata a Brexit e ai timori di rallentamento dell’economia.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia