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Etf a confronto: Euro corporate bond

Partendo dalle ricerche Morningstar, abbiamo analizzato i diversi replicanti dedicati al mercato del debito aziendale in moneta unica.

Valerio Baselli 22/01/2018 | 09:28
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L’interesse degli investitori verso il mercato dei corporate bond è cresciuto notevolmente dal 2008 in poi. I rendimenti obbligazionari hanno subito una generale caduta che ha toccato tutte le scadenze e i tipi di credito, provocando una compressione sostanziale degli spread rispetto ai titoli di Stato. Le obbligazioni emesse da società finanziarie di solito hanno i più alti spread di credito, seguite dai bond industriali e del settore delle utility.

Il forte interesse verso obbligazioni societarie ha incontrato un contesto di maggiore emissione nel mercato, inizialmente spinto anche dal deterioramento dei tradizionali canali di prestito bancario nella zona euro dopo la crisi del 2008. Le aziende continuano anche oggi a sfruttare il contesto a bassi tassi e a raccogliere fondi importanti mediante le emissioni obbligazionarie.

Durante l’ultima riunione, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Il Consiglio direttivo, inoltre, si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato che gli acquisti di titoli di Stato e obbligazioni societarie non finanziarie continueranno, anche se per un ammontare più contenuto. Da gennaio 2018, infatti, gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (Paa) continueranno a un ritmo mensile di 30 miliardi di euro (dai 60 miliardi del 2017, e dagli 80 iniziali) sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre qualora necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione.

A medio-lungo termine, tuttavia, gli investitori devono prendere in considerazione uno scenario di tassi di interesse più elevati, che possono erodere il valore degli investimenti a reddito fisso, in particolare quelli con scadenze più lunghe. Detto questo, se i tassi più elevati si accompagnano a uno scenario di crescita economica più forte, questo può essere di supporto ai fondamentali aziendali e fornire una spinta alle valutazioni delle obbligazioni societarie.

L’offerta europea
Nel Vecchio continente sono quotati 35 Exchange traded fund dedicati al mercato dei corporate bond emessi in euro. Di questi, 24 sono quotati anche su Borsa Italiana. Ecco i dieci più grandi in termini di patrimonio gestito.

Etf Confr SW EURCorp Bond 01 18

Tra tutti i replicanti disponibili agli investitori europei, ce ne sono attualmente sei coperti dalla ricerca Morningstar (tutti presenti nella tabella sopra).

Tra questi, si distingue per asset in gestione il fondo iShares Core € Corp Bond UCITS ETF EUR (Dist) (EUR), che usa la replica fisica per tracciare l’indice Bloomberg Barclays EUR Corporate Bond. Dato l'elevato numero di titoli nell'indice, il fondo utilizza il campionamento stratificato. L'indice è suddiviso in sezioni, ciascuna rappresentativa dei principali fattori di rischio, quali scadenza, valuta, paese, rating e settore. I gestori scelgono quindi le obbligazioni incluse nell'indice che imitano il profilo di rischio di ciascuna sezione. Il risultato complessivo è un portafoglio che ricalca il profilo di rischio complessivo dell'indice evitando nel contempo l'acquisto di obbligazioni illiquide.

iShares può effettuare il prestito titoli per un importo fino al 100% del valore patrimoniale netto (Nav) del fondo. Blackrock, società madre di iShares, gestisce il processo di prestito titoli e si tiene il 37,5% dei redditi derivanti, mentre il 62,5% restante viene condiviso con gli aderenti all’Etf. Il fondo ha prestato in media il 10,3% del portafoglio tra settembre 2016 e settembre 2017, generando lo 0,03% di ricavi netti. Le commissioni annue ammontano a 20 punti base, leggermente superiori alla media di categoria per un prodotto passivo. Morningstar assegna un Analyst Rating pari a Silver.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.