Stati Uniti troppo cari. E il mercato scappa

Le valutazioni della regione hanno raggiunto livelli troppo elevati. Gli investitori preferiscono andare a cercare rendimento in Europa e fra gli emerging. Le small cap resistono, soprattutto se hanno coraggio. 

Marco Caprotti 05/07/2017 | 10:08

Gli Usa non inspirano fiducia. Almeno non a questi prezzi. L’indice Morningstar dedicato agli Stati Uniti nell’ultimo mese ha perso (in euro) quasi l’1% (che diventa lo 0,2% in dollari).

Indice Morningstar Usa
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Dati in euro aggiornati al 3 luglio 2017
Fonte: Morningstar Direct

La ritirata non è stata sufficiente a mitigare le preoccupazioni degli investitori. L’indice S&P500 è passato dal minimo storico di 683 punti toccato il 6 marzo del 2009 ai 2.400 di questi giorni (superando decisamente anche quota 1.562 raggiunta prima della crisi scatenata dai mutui subprime). Solo quest’anno il principale paniere americano ha guadagnato l’8%, spinto soprattutto dal segmento tecnologico. Lo stesso che, da gennaio, ha fatto fare una corsa del 15% al Nasdaq. “Molti gestori hanno detto in più occasioni che il mercato Usa ha raggiunto uno dei suoi picchi massimi”, spiega Karen Kwok, analista di Morningstar. “Questo ha spinto altri investitori a prendere profitto e a spostarsi verso asset ritenuti più interessanti come quelli europei o emerging”.

Le small cap cercano di resistere
Per quanto riguarda le categorie Morningstar dedicate ai fondi che investono nell’equity Usa, nel segmento big cap, il comparto dedicato ai blend ha perso lo 0,85% (in euro), quello risevato ai growth ha segnato -1,98% e quello destinato ai value è sceso in maniera infinitesimale. L’universo dedicato alle medium cap si è lasciato per strada lo 0,72%. Di fatto si è salvato solo il segmento small cap con il suo +0,01%.

Qui, a comportarsi bene sono stati i più coraggiosi, come ad esempio Legg Mason RY US Small Cap Opportunities Prem EUR Acc (Bronze, Morningstar rating: tre stelle) che, nelle ultime quattro settimane, ha guadagnato lo 0,5% (in euro). “Il fondo segue un processo basato sulle valutazioni”, spiega Lena Tsymbaluk, fund analyst di Morningstar in un report del 23 febbraio 2017. “I due manager, Bill Hench e Buzz Zaino, cercano micro cap che il mercato non ama e che stanno attraversando periodi difficili. Ci sono quattro tipi di aziende che attirano l’attenzione dei due gestori: società sottovalutate, storie di ristrutturazione, situazioni particolari (ad esempio aziende che stanno uscendo dalla bancarotta) ed ex debuttanti di Borsa che trattano al di sotto del prezzo dell’Ipo (spesso per la mancanza di fiducia del mercato nel management)”. Il portafoglio di solito conta circa 300 titoli di cui il 60% sono micro cap. “Come dimostrato dal loro approccio, i gestori si trovano a loro agio quando hanno a che fare con aziende dai bilanci traballanti”, dice Tsymbaluk, secondo cui questo prodotto è adatto per quegli investitori che hanno un portafoglio concentrato su Europa e Asia e hanno bisogno di una maggiore diversificazione.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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