Flussi Etf, aprile è azionario

Gli investitori continuano ad investire sui mercati emergenti, mentre escono da Wall Street. Amundi e UBS sono al top per raccolta mensile. Ma in Italia piace il Pir di Lyxor sulle mid cap.

Sara Silano e Ali Masarwah 17/05/2017 | 09:16
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Ad aprile rallentano i flussi negli Etf a lungo termine europei. Secondo le statistiche Morningstar, sono stati di 3,79 miliardi di euro, contro i circa 10 di marzo e gli 11 di gennaio e febbraio. Le principali classi di attività, tuttavia, hanno terminato con il segno più. In particolare, i replicanti azionari hanno registrato una raccolta netta di 2,17 miliardi, staccando nettamente il reddito fisso (+757 milioni). E’ cresciuta la domanda di prodotti monetari, il che potrebbe segnalare un aumento dell’avversione al rischio da parte degli investitori.

Flussi netti ETF aprile 2017

Corti o lunghi sull’Eurozona?
A livello di categorie Morningstar, il quadro è misto. Prosegue la domanda di Etf sui mercati emergenti (azionari e obbligazionari), mentre i dati sul Vecchio continente sono più difficili da interpretare. Gli investitori sembrano aver preso posizione sull’area euro, e la Francia in particolare, ma nello stesso tempo hanno anche “scommesso” contro, con strumenti short sull’EuroStoxx 50 e il Cac 40. Le vendite hanno colpito i fondi specializzati sulle large cap americane, che dall’inizio dell’anno avevano invece registrato un andamento positivo.

Flussi netti ETF per categorie Morningstar aprile 2017

Chi sale e chi scende
Amundi e UBS sono le società di gestione che hanno tratto maggior vantaggio dalla preferenza manifestata dagli investitori per i prodotti azionari. Secondo le stime di Morningstar, hanno raccolto rispettivamente 1,6 e 1,12 miliardi. iShares, invece, ha registrato flussi netti negativi (-669 milioni), anche se rimane prima da gennaio con un saldo di oltre 9 miliardi.

Flussi netti per ETF provider aprile 2017

Poco smart
Infine, aprile è stato un mese in tono minore per gli Strategic beta, gli Etf che replicano indici differenti da quelli a capitalizzazione, cercando di ottenere un rendimento migliore o un rischio più basso. I flussi netti sono stati di 258 milioni contro i 3,78 miliardi di quelli tradizionali (plain vanilla).

In Italia piace il Pir
Tra gli Etf che replicano panieri italiani, Lyxor Ftse Italia mid cap PIR è quello che ha raccolto di più secondo le stime Morningstar (+70 milioni ad aprile e +475 da inizio anno). In pochi mesi, ossia da quando è diventato ufficialmente e formalmente un Piano individuale di risparmio (Pir), gli asset sono decuplicati (vedi grafico qui sotto elaborato da Francesco Paganelli, analista di Morningstar). L’Etf espone principalmente alle 60 società italiane a media capitalizzazione, non inserite nell’indice principale Ftse Mib e quotate su Borsa Italiana. Ha quindi le caratteristiche richieste dalla normativa sui Pir e permette agli investitori di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per tali strumenti (se mantenuti per almeno cinque anni).

Flussi netti e patrimonio di Lyxor Ftse Italia mid cap PIR (fonte Morningstar Direct)

Flussi netti e patrimonio di Lyxor Ftse Italia mid cap PIR

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Info autore

Sara Silano e Ali Masarwah  Sono responsabili editoriali di Morningstar rispettivamente in Italia e Germania.