L’Analyst rating come scudo alla volatilità

Le scadenze elettorali del 2017 potrebbero far innervosire i mercati. I fondi che hanno avuto un upgrade del giudizio qualitativo Morningstar permettono di ragionare nel lungo periodo. 

Marco Caprotti 14/12/2016 | 09:47
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Preoccupati per le prossime scadenze elettorali? Pronti a rivedere l’asset allocation nel timore che i risultati delle urne in paesi chiave per l’Europa come Francia e Germania nel 2017 (e forse le politiche in Italia) possano creare nuova volatilità sui mercati dopo Brexit, le presidenziali Usa e il referendum costituzionale del Belpaese? Se la risposta a queste due domande è “sì”, forse conviene guardare se si hanno in portafoglio strumenti che, nel 2016, hanno avuto un upgrade del Morningstar Analyst Rating, un giudizio qualitativo che si basa sulle ricerche fondamentali condotte dai circa 100 analisti di Morningstar in tutto il mondo. La scala di rating ha una distribuzione asimmetrica: tre possibili giudizi positivi (Gold, Silver e Bronze), uno neutrale e uno negativo. Per assegnare un rating, gli analisti valutano cinque pilastri di ricerca, che l’esperienza ha portato a ritenere determinanti per il futuro successo di un fondo: Persone, Società, Processo, Performance e Prezzo (il team di ricerca sceglie i fondi da analizzare e, dunque, i rating non vengono in alcun modo commissionati dalle società di gestione). “Il rating segnala il livello di convinzione che abbiamo sulle prospettive di un certo strumento” spiega Jeffrey Ptak, responsabile della Global manager research di Morningstar. “Non si tratta di un suggerimento di acquisto, ma vuole dare l’idea di quanto forte sia la nostra idea che un fondo sia in grado di sovraperformare o sottoperformare in futuro”.

La volatilità in prospettiva
Alla luce di questo, è lecito chiedersi se le fasi di nervosismo registrate dai mercati – come quelle che si sono viste nei mesi scorsi in occasione di scadenze elettorali importanti – possano avere un impatto sugli Analyst rating. “La risposta è no”, dice Ptak. “Quando valutiamo un fondo lo facciamo su un intero ciclo di mercato. Questo ci permette di vedere la volatilità per quello che è (una caratteristica tipica dei mercati) lasciando perdere quello che non è (una costante minaccia al rendimento). In questo modo si riduce il rischio di reagire impulsivamente agli eventi di breve periodo”.

Gli upgrade in Italia
Dei circa 390 fondi venduti in Italia coperti dalla ricerca qualitativa di Morningstar nel 2016, 29 sono passati da Bronze a Silver. Su otto la copertura è iniziata dalla medaglia di bronzo. Uno solo (Invesco Funds - Invesco Pan European High Income Fund Class A Quarterly Distribution) è partito con un rating Silver. L’andamento di questo strumento, nel periodo che va dalle settimane precedenti a Brexit fino a oggi, non ha subito granché gli effetti della volatilità che ha interessato le diverse componenti del mercato. Questo nonostante un portafoglio costruito in maniera aggressiva e che vede un deciso sovrappeso, nella parte obbligazionaria, di Usa e Regno Unito.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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