Dov’è il Moat Made in Europe?

Il settore real estate è quello in cui è più facile costruirsi una posizione di vantaggio competitivo nel Vecchio continente, seguono finanza e industria. La bassa qualità dei siti estrattivi, invece, penalizza il comparto materie prime ed energia.

Francesco Lavecchia 19/10/2016 | 09:31
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I titoli di qualità, in Europa, si nascondono nel mattone. L’analisi condotta dagli analisti di Morningstar su come si distribuisce l’Economic moat tra i vari settori economici evidenzia come quello immobiliare sia il comparto dove è più facile trovare aziende in grado di generare rendimenti del capitale superiori ai costi di finanziamento e in maniera continuativa nel tempo.

In questa industria, infatti, la percentuale di titoli con Moat ampio o medio è quasi del 60%, contro il 40% del totale del paniere di titoli selezionati. Seguono a distanza i comparti dei beni industriali e della finanza, che si fermano attorno al 50%. Mentre in coda al gruppo troviamo materie prime, energia e tecnologia. Da sottolineare anche il dato relativo all’healthcare (appena il 30%) anche se qui troviamo la percentuale più alta di Moat “ampio”, cioè di società in grado di produrre rendimenti del capitale superiori alla media per oltre vent’anni.  

Nel real estate non conta essere grandi
I risultati dell’analisi possono essere spiegati, oltre che dalle peculiarità del tessuto industriale del Vecchio continente (più concentrato sul manifatturiero rispetto all’hi-tech), anche dalle diverse fonti dell’Economic Moat. Nel caso del settore real estate, ad esempio, le aziende riescono a guadagnarsi una posizione di vantaggio competitivo se hanno un portafoglio di asset di alta qualità e se controllano una determinata regione o segmento di mercato, anche se di piccole dimensioni. Condizioni che, come dimostrano i dati, sono facilmente realizzabili in molti paesi europei.

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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