Chi cavalcherà i rialzi della Fed?

In caso di aumento del costo del denaro Usa, le azioni possono essere una buona fonte di extra-rendimento. Per quanto riguarda i fondi, non sempre le categorie equity più interessanti sono quelle che uno si aspetta. 

Marco Caprotti 29/09/2016 | 12:25

Non c’è solo il reddito fisso. Nel caso di un rialzo dei tassi di interesse da parte degli Stati Uniti, che molti operatori danno per scontato nel corso della riunione del Fomc (Federal open market committee, il braccio operativo della Federal Reserve) in calendario a dicembre, anche le azioni devono entrare nel perimetro di interesse degli investitori. Anzi, soprattutto l’equity che permette di andare a caccia di rendimento extra. “Quando si verifica un aumento del costo del denaro i prezzi dei bond tendono a scendere”, spiega Matt Coffina, analista di Morningstar e responsabile di StockInvestor. “Ma la teoria finanziaria dice che anche l’azionario scende (un rialzo dei tassi incide fra le altre cose sul costo di un’azienda per finanziarsi e, di conseguenza, sui suoi utili, Ndr).

In pratica, però, le cose funzionano un po’ diversamente. La Fed di solito alza i tassi quando l’economia è abbastanza robusta per sopportare un’operazione di questo tipo. In momenti come questi i flussi di cassa delle società sono migliori. L’analisi storica ci ha dimostrato che l’equity tende a fare meglio in periodi di strette monetarie rispetto a quando i tassi scendono”.

Emergenti e frontiera in prima linea
A ruota, tutto questo ha effetto anche sulle categorie dei fondi azionari. Con qualche sorpresa. Se si prende come esempio il periodo che va da marzo 2004 a giugno 2006 (quando la Fed ha aumentato il costo del denaro del 4,25% con 17 rialzi da 0,25%. Un singolo rialzo di un quarto di punto come quello di dicembre 2015 secondo Coffina non ha effetti apprezzabili sulle azioni) si scopre che le categorie migliori, in termini di performance, nella maggior parte dei casi sono state quelle dedicate ai mercati di frontiera ed emergenti (vedi tabella sotto. I rendimenti sono annualizzati).

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar
© Copyright 2020 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies