BRIC, l’India si candida a locomotiva

Il gigante asiatico ha sofferto molto ultimamente, ma, dice Prashant Khemka di Goldman Sachs, si prepara a un ciclo pluriennale di crescita degli utili.

Valerio Baselli 30/03/2016 | 14:47

I mercati emergenti hanno vissuto un 2015 molto difficile e il gruppo dei paesi BRIC, che racchiude le quattro principali economie in via di sviluppo (Brasile, Russia, India e Cina) non ha fatto eccezione. Il 2016 non è cominciato molto meglio, con l’indice Msci BRIC NR che ha lasciato per strada il 3,2% da inizio anno (in euro al 23 marzo 2016).

Con la Russia e il Brasile molto esposti alle fluttuazioni delle materie prime e tradizionalmente soggetti a un forte rischio geopolitico e la Cina, fin qui forza trainante del gruppo, che vive una fase di estrema volatilità legata a dei cambiamenti interni importanti, è l’altro gigante asiatico, l’India, che, malgrado le perdite registrate recentemente, sembra essere in grado di guardare al futuro con maggiore ottimismo. Almeno questa è l’opinione di Prashant Khemka, responsabile azionario mercati emergenti di Goldman Sachs Asset Management (GSAM).

“Quello che contraddistingue l’India dagli altri mercati emergenti è la prospettiva di un’accelerazione significativa della crescita degli utili aziendali nei prossimi anni”, ha spiegato il gestore nel corso di un’intervista rilasciata a Morningstar. “Il mercato è un meccanismo che si basa principalmente sulle attese sui flussi di cassa futuri ; dopo un paio d’anni deludenti, siamo consapevoli che in generale gli investitori non nutrono grandi aspettative verso le società indiane ed è proprio per questo che crediamo che ci sarà una reazione importante del mercato davanti a dei risultati aziendali sopra le aspettative”.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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