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Le utility che non tradiscono

Gli analisti di Morningstar hanno tagliato il giudizio sull’Economic moat di 14 società del settore. Le dinamiche del mercato energetico e i cambiamenti nella regolamentazione dell’attività rischiano di impattare sulla redditività delle aziende, ma non per tutte. Ecco le società più virtuose.  

Francesco Lavecchia 22/03/2016 | 10:11
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Occhio alla cedola delle utility. Il settore, da sempre serbatoio di generosi dividendi, sta attraversando una fase di forti cambiamenti e molte società, uscendo indebolite da questa fase, potrebbero essere costrette a tagliare lo yield.

Per 14 delle circa 60 utility del  mercato europeo e statunitense coperte dall’analisi Morningstar è stato rivisto al ribasso il giudizio sull’Economic moat negli ultimi 12 mesi. Il peggioramento del loro posizionamento all’interno del settore promette di impattare negativamente sulla redditività e rischia quindi di ripercuotersi sulla cedola.

Il compito dell’investitore, non solo in ottica dividend yield, è dunque quello di comprendere le dinamiche proprie delle varie industrie e di posizionarsi su quelle società che hanno un solido vantaggio competitivo.

Utility regolamentate
Nelle attività legate alla trasmissione e alla distribuzione di energia, l’Economic moat è generalmente il risultato della favorevole regolamentazione da parte dalle Autority e dello sfruttamento di sufficienti economie di scala. Le aziende operanti in questa industria godono solitamente di una condizione di mercato monopolistico: erogano tali servizi in maniera esclusiva a delle tariffe (decise dall’Autority) che garantiscono loro un rendimento sufficientemente elevato da coprire le spese di gestione e il costo del capitale e che, allo stesso tempo, siano alla portata dei consumatori.

Data l’elevata ciclicità del rendimento del capitale che caratterizza l’industria, il management di queste società deve essere molto attento a calibrare gli investimenti e a tenere sotto controllo i costi operativi. L’americana Southern, secondo gli analisti di Morningstar, è uno dei migliori esempi di come costruire una posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore utility. “Il regime goduto dall’azienda negli Stati dell’Alabama e della Georgia è particolarmente favorevole e gli permette di ricavare un rendimento del capitale attorno al 7%, sufficiente a fronte ai costi di finanziamento, pari a circa il 5,8%, e di mantenere un dividend yield superiore al 4%”, dice Travis Miller analista di Morningstar.

Utility diversificate
Nel segmento delle utility diversificate, il cui paniere di attività comprende sia quelle regolamentate dalle Authority che quelle non regolamentate, come la produzione, la distribuzione e la vendita di energia, la capacità di un’azienda di costruirsi una posizione di vantaggio dipende dalla qualità del mix di tali business. L’americana Dominion Resources (D), ad esempio, è proprietaria di una rete per il trasporto di gas naturale negli Stati della North Carolina e della Virginia. Questa attività è per sua natura molto profittevole: data la limitata estensione del territori coperto, infatti, i Governi non finanzieranno progetti per l’istallazione di nuove reti e qusto le permette di operare in una specie di monopolio.

Dominion detiene anche un centro di stoccaggio di gas in Maryland che le garantisce un flusso costante di entrate da parte di altre utility e società energetiche che si servono dei suoi servizi di rigassificazione (consentono di riportare la sostanza allo stato gassoso ai fini del trasporto su terra e al consumo finale), di storaggio e di trasporto. Inoltre, la sua rete per la trasmissione di energia elettrica nello Stato della Virginia beneficia della favorevole regolamentazione da parte delle autorità federali e dalla crescente domanda di energia da parte del mercato locale. 

Produttori di energia
Per i produttori di energia elettrica è molto più complicato riuscire a generare elevati rendimenti del capitale in maniera costante nel tempo. Tali aziende devono far fronte alla ciclicità di tale settore e alla forte dipendenza dall’andamento del prezzo delle commodity ed è per questo che è quindi preferibile esporsi a questi titoli, dicono gli analisti, nelle fasi di ripresa economica o di espansione.

Tra le società coperte dall’analisi Morningstar, Ormat Technologies (ORA) è l’unica ad avere un Economic moat. Il gruppo statunitense è il primo produttore al mondo di energia da impianti geotermici. Diversamente da molti dei suoi competitor, ORA è indipendente dal costo delle materie prime, mentre i contratti di lungo termine con le utility energetiche le garantiscono flussi di cassa costanti nel tempo. Le azioni del gruppo hanno uno yield inferiore al 2%, ma la stabilità del business e le sue interessanti prospettive di crescita lasciano tranquilli sulla sostenibilità della politica di dividendo. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia