L’ESG di fondi ed Etf: ecco come leggere il Sustainability Rating di Morningstar

L’attenzione delle società verso l’ambiente, il sociale e la governance è sotto la lente degli investitori. Mettendo insieme i vari pezzi del puzzle è possibile definire il grado di sostenibilità di un portafoglio.

Francesco Paganelli 22/03/2016 | 10:01
Facebook Twitter LinkedIn

Uno degli aspetti innovativi del Sustainability Rating è che esso non si basa su ciò che i fondi dicono di fare, ma su ciò che effettivamente detengono in portafoglio. Vediamo quindi come funziona nella pratica il nuovo giudizio di sostenibilità di Morningstar.

Il punteggio ESG
Tutto comincia con l’analisi ESG di Sustainalytics su circa 4.500 società a livello globale. Il punteggio ESG complessivo (nonché dei singoli pilastri E, S e G) va da 0 a 100 e si basa su una scheda di valutazione che combina sia misure “core”, valide per tutte le aziende, sia criteri specifici dell’industria in cui opera un’impresa. La valutazione si articola su tre pilastri: preparazione (Preparedness), trasparenza (Disclosure) e performance, con indicatori quantitativi e qualitativi.
Sustainalytics valuta le performance aziendali sulle questioni ESG rispetto ad altre imprese nello stesso settore e identifica quindi i “primi della classe”.
La media di settore e la distribuzione dei punteggi, tuttavia, variano da industria a industria. Per permettere una comparabilità del dato e non avere distorsioni (date anche dal fatto che un gestore può avere una preferenza per titoli di determinati settori economici), Morningstar normalizza i punteggi ESG di Sustainalytics. In altre parole viene effettuato un aggiustamento per ottenere un punteggio normalizzato, che identifichi il numero di deviazioni standard dalla media di settore. Così vengono automaticamente identificate le società migliori rispetto al proprio peer group di riferimento ed è possibile confrontare i punteggi ESG di società operanti in due diversi settori.
La media ponderata (per il peso del titolo in portafoglio) dei punteggi ESG normalizzati sarà uguale al Morningstar Portfolio ESG Score, o punteggio ESG di portafoglio.

Le Controversie
Il secondo dato integrato da Sustainalytics è quello sulle controversie. Queste sono definite come “qualsiasi incidente che ha un impatto sull’ambiente o sulla società civile e che pone un rischio per l’azienda coinvolta”. Gli eventi sono valutati su una scala da uno (per incidenti a basso impatto ambientale che pongono rischi trascurabili per l’azienda) a cinque (per incidenti che hanno invece un impatto grave e rappresentano un rischio serio per l’impresa coinvolta). Le controversie sono classificate in dieci categorie, dall’etica professionale alla governance.
La presenza di un elemento di questo tipo contribuisce negativamente nel punteggio complessivo di sostenibilità, come illustrato qui sotto.

Portafogli Sostenibili
Una volta calcolato il punteggio ESG di portafoglio (Portfolio ESG Score) e quello sulle controversie, che ha un peso negativo (Portfolio Controversy Deduction), è possibile giungere al Portfolio Sustainability Score in questo modo:

Portfolio Sustainability Score = Portfolio ESG Score – Portfolio Controversy Deduction

Tutti i comparti con almeno il 50% del patrimonio coperto dai giudizi ESG riceveranno il Morningstar Sustainability Score. Se almeno dieci comparti della categoria ricevono questo Score, si procede all’assegnazione dei Rating. I fondi di una categoria sono infatti ordinati per il proprio Portfolio Sustainability Score. Il miglior 10% riceverà cinque globi, cioè un Morningstar Sustainability Rating alto. Il successivo 22,5% avrà quattro globi, e il suo rating sarà sopra la media, e così via, come evidenziato nel grafico:
Morningstar Sustainability Rating Scale

Dalla teoria alla pratica
Il rating è assegnato anche agli Etf. Abbiamo scelto un esempio tra gli indicizzati più seguiti a febbraio sul sito Morningstar. Si tratta di iShares Core MSCI World, che ha tre globi (cioè un Morningstar Sustainability Rating medio). La copertura di portafoglio è elevata: più del 99% degli asset riceve sia uno score ESG sia il rating sulle controversie da Sustainalytics. Il replicante si colloca nel 62esimo percentile di categoria e ha un Sustainability Score pari a 50, leggermente sotto la media di categoria Azionari Internazionali Large Cap Blend, pari a 51. Per fare un confronto, il Sustainability Score dell’MSCI Europe è 56 e quello dell’MSCI Italy è 59.
Guardando ai titoli in portafoglio, l’11% del patrimonio è investito in società con punteggio ESG alto e meno dell’1% in società con punteggio ESG basso; il 60% circa è invece nella media.
Guardando alle singole componenti, nessuno dei tre fattori (Environment, Social, Governance) ha un ruolo dominante. Tuttavia, il rating sulle controversie è sotto la media, indicando che le società in portafoglio sono coinvolte in misura minore, rispetto ai portafogli di altri fondi ed Etf della categoria, in incidenti che pongono rischi ambientali e di reputazione.

Per la metodologia completa clicca qui.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Francesco Paganelli

Francesco Paganelli  è Fund Analyst di Morningstar in Italia