Pensioni, serve più chiarezza

Secondo l’ultimo rapporto di Itinerari Previdenziali, il welfare rappresenta il 53% delle spese totali dello Stato. Non servono altre riforme pensionistiche, bensì un bilancio più chiaro, partendo dalla separazione tra assistenza e previdenza. E sulle pensioni d’oro...

Valerio Baselli 04/03/2016 | 13:29

Spendiamo troppo poco o spendiamo male? Secondo il 3° Rapporto sul Bilancio del sistema previdenziale italiano, redatto dal Comitato tecnico scientifico di Itinerari Previdenziali e presentato alla Camera dei Deputati lo scorso 18 febbario, la seconda ipotesi è più probabile della prima. In Italia, infatti, la spesa per il welfare è stata nel 2014 pari a 439,4 miliardi di euro, ossia il 53,2% dell’intera spesa statale comprensiva di interessi sul debito pubblico (826,3 miliardi) e il 57,7% al netto degli interessi. “Si tratta di una spesa difficilmente sostenibile negli anni a venire e che comunque già ora limita gli investimenti pubblici in tecnologia e ricerca e sviluppo, unica via per garantire la competitività del paese e un futuro più favorevole per le giovani generazioni, già gravate da un abnorme debito pubblico”, si legge nel Rapporto.

Lo studio fornisce una fotografia dettagliata del complesso sistema previdenziale del nostro paese, analizzando la spesa per pensioni, quella assistenziale, le prestazioni a sostegno del reddito e quella sanitaria.

Demografia e crisi non aiutano
La sostenibilità dei sistemi previdenziali pubblici si basa essenzialmente su due fattori: i trend demografici e l’occupazione. Secondo l’analisi, la crescita della longevità si riflette direttamente ed indirettamente sul sistema pensionistico: da un lato un numero crescente di pensioni vengono corrisposte per un numero maggiore di anni, dall’altro le pensioni di reversibilità fanno sì che la durata di vita di una pensione sia ben superiore alla durata di vita del pensionato. Nonostante le ultime riforme abbiano mirato proprio a invertire questa tendenza e ad aumentare l’età al pensionamento, i loro effetti saranno pienamente visibili solo nei prossimi anni. Oggi c’è un pensionato ogni tre individui in età lavorativa (non necessariamente anche occupati) e purtroppo questo rapporto è destinato a diminuire ancora in futuro.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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