I titoli più seguiti a gennaio

Il podio è sempre di Eni. Non passa l’interesse per il segmento auto. Mps e Intesa rappresentano i finanziari. Enel e Edison le utility. 

Marco Caprotti 23/02/2016 | 12:45

Petrolio, auto, utility e finanza. E’ questo, in sostanza, l’elenco dei settori che hanno interessato di più i lettori di Morningstar.it. La volatilità sperimentata dai mercati all’inizio del nuovo anno ha spinto gli investitori a cercare informazioni sui titoli più grandi di ogni segmento.

Oil
Per quanto riguarda il barile, i nuovi cali del prezzo del petrolio e la revisione delle previsioni di medio termine hanno prodotto il taglio del fair value per diverse aziende del comparto energetico. Fra queste anche Eni, che ha visto passare il prezzo obiettivo Morningstar da 13 a 12 euro. Il gruppo petrolifero, intanto, ha annunciato di aver ridotto la partecipazione detenuta in Snam, portandola dal 4,966% all’1,793%.

Auto
Nel segmento auto, Fca continua a pagare lo scetticismo del mercato verso il forte indebitamento e la capacità di raggiungere gli obiettivi previsti nel piano industriale. Nonostante la crescita delle vendite negli Usa, il titolo è scambiato a un tasso di sconto superiore al 60% rispetto al fair value Morningstar che è pari a 15 euro per azione. “Il management ha recentemente alzato le stime relative alla crescita del fatturato e dei margini di profitto per i prossimi tre anni. Le nostre previsioni sono molto più conservative e indicano un tasso medio di crescita delle vendite del 3,6% nei prossimi cinque anni e un miglioramento del margine operativo dall’attuale 4% al 5%”, dice Richard Hilgert, analista azionario di Morningstar. Nelle quattroruote i fari sono anche sul titolo Volkswagen, che viaggia su valori di oltre il 40% più bassi rispetto al fair value stimato dagli analisti di Morningstar, che valutano la casa automobilistica tedesca con un rating di cinque stelle (strong buy). “Sulla base delle nostre previsioni, secondo le quali il dieselgate costerà al gruppo tedesco circa 20 miliardi di euro in termini di sanzioni, un calo delle vendite del 15% nel 2016 e una contrazione dell’Ebida di circa 35 miliardi di euro nei prossimi due anni, abbiamo tagliato la stima del fair value del titolo da 210 euro a 190 euro per azione”, dice Hilgert.

Fari anche su Ferrari, che ha subito più di altri l’altalena dei listini. “Il mercato si è lasciato condizionare dalla volatilità e non ha valutato in maniera razionale i risultati del gruppo italiano”, dice l’analista che sul titolo quotato a New York ha un target price di 50 dollari. “Gli utili per azione del quarto trimestre e dell’intero esercizio del 2015 hanno superato il consensus degli analisti. Inoltre, le guidance date dal management per il 2016, per quanto inferiori alle aspettative del mercato, segnano comunque dei risultati record per il gruppo, con un fatturato di 2,9 miliardi di euro (2,85 miliardi nel 2015) e un Ebitda di 770 milioni di euro (748 milioni nel 2015)”.

Utility
Fra le utility c’è stato molto interesse per Enel, al centro dell’integrazione con la controllata Enel Green Power. Con l’operazione, il ministero dell'Economia diluirà la propria quota in Enel dal 25,5% al 23,57%.

Occhi puntati anche su Edison, protagonista di un profondo processo di riorganizzazione. Dopo l’insediamento del nuovo amministratore delegato, Marc Benayoun, potrebbe focalizzarsi sulla produzione e vendita di energia elettrica e gas. Una strategia che potrebbe concretizzarsi con l'interesse di Foro Buonaparte per la divisione Gas&Power di Eni, alla quale fanno capo - oltre a sette centrali e vari contratti di approvvigionamento gas - quasi 10 milioni di clienti (di cui 8 milioni in Italia).

Banche
Nel settore finanziario, l’interesse dei lettori per Mps e Intesa Sanpaolo conferma il momento delicato che sta attraversando il sistema finanziario. Soprattutto in Italia. “Le vendite sono state effettuate per i motivi sbagliati”, spiega Erin Davis, analista di Morningstar. “Prima di tutto per molti istituti l’esposizione al settore energetico – sia diretta che indiretta – (e citata come uno dei motivi di preoccupazione sulla solidità delle banche in una fase di debolezza delle commodity, Ndr) è più che gestibile. Inoltre, ci aspettiamo una ripresa dell’economia della regione, anche se più lenta di quello che il resto del mercato prevede”.

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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