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Dove l’Etf batte il fondo attivo

I replicanti su Wall Street hanno tutti migliori profili di rischio/rendimento, corretti per i costi. In Europa, non è sempre così.

Sara Silano 05/11/2015 | 11:29
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Gli investitori che hanno scelto di investire sul mercato statunitense con gli Exchange traded fund possono guardare con soddisfazione ai risultati raggiunti in termini di profilo di rischio/rendimento corretto per i costi.

Il 100% del patrimonio degli Etf europei specializzati su Wall Street, con stile value e growth, infatti, è in fondi a quattro o cinque stelle (dati al 30 settembre). La percentuale è leggermente più bassa (98%) per quelli blend, ossia con un paniere misto di azioni  con bassi multipli di valutazione e ad alto tasso di crescita. Dal momento che le categorie Morningstar sono uniche per i replicanti e gli attivi, la percentuale dei primi che eccelle è superiore alla media (la distribuzione del rating quantitativo prevede che il 10% dei fondi migliori riceva cinque stelle, il 22,5% successivo quattro stelle, ecc. Per approfondire, clicca qui). In altre parole, sul mercato a stelle e strisce, la gestione passiva è migliore in termini di rendimento corretto per il rischio e i costi (lo studio ha preso in considerazione il rating overall, che rappresenta una media ponderata della valutazione sugli orizzonti temporali di tre, cinque e dieci anni).

La stessa analisi, condotta sui fondi attivi (escludendo quindi gli index fund e gli Etf), rivela che il 48% è in comparti che battono i due terzi dei concorrenti di categoria all’interno della categoria Azionari Us large cap value, percentuale che sale al 50% per quella growth e scende al 32% per lo stile blend.

Dove gli Etf hanno il miglior profilo di rischio/rendimento/costi

Indici globali ed europei
Gli Etf si comportano bene anche quando replicano indici globali. L’intero patrimonio netto degli Azionari internazionali large cap value è nei più alti gradi di rating (per i blend, la percentuale è del 95%). La gestione attiva, al contrario, fa fatica: solo il 38% dei panieri mondiali value ha quattro o cinque stelle (47% per i blend). In altre parole, è difficile per i gestori battere il benchmark. L’investitore, quindi, non ha altra scelta che acquistare un Etf con il massimo del giudizio, mentre non è automatico che sottoscriva un active fund con quattro o cinque stelle. La decisione dipende da molteplici fattori, comprese le dinamiche distributive e le aspettative che quel prodotto possa continuare a comportarsi bene nel tempo (il rating quantitativo, infatti, guarda al passato). In questo caso può essere utile considerare anche il giudizio qualitativo di Morningstar, che ha una valenza prospettica (la scala va da Gold a Negative).

In Europa, la situazione è più articolata. Gli indicizzati quotati che replicano benchmark europei presentano un alto profilo di rischio/rendimento corretto per i costi (94%), mentre quelli che hanno focus sull’Eurozona sono meno brillanti (solo il 39% ha i rating più alti contro il 37% degli attivi).

Più in generale, “l’analisi mostra che gli Etf sono difficili da battere quando replicano indici molto ampi, liquidi e diversificati, come l’S&P500 e l’Msci World”, spiega Ali Masarwah, Editorial director Emea di Morningstar. “Al contrario, producono risultati più mediocri se i benchmark sono concentrati o strategici, come ad esempio quelli dedicati a singoli mercati o a panieri composti esclusivamente da titoli ad alto dividendo”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia