L’Italia mette in scena i numeri

I dati macro convincono gli investitori ad acquistare asset del Belpaese. Il mercato, intanto, aspetta che governo e istituzioni finanziarie si mettano d’accordo sui tassi di crescita. 

Marco Caprotti 08/10/2015 | 11:51

Mentre il governo italiano e le istituzioni finanziarie internazionali si scatenano nel balletto dei numeri sulle prospettive di crescita della Penisola, gli investitori guardano il palco dove vanno in scena i dati certi. E mostrano di apprezzare i segnali che arrivano dalla congiuntura. I fondi della categoria Morningstar Azionari Italia nell’ultimo mese hanno guadagnato (mediamente) il 2%, portando a +21,4% la performance da inizio anno. Andamenti sostanzialmente in linea con quelli dell’indice Msci Italy.  

Indice Msci Italy da gennaio 2015

msci italy

Andamento di un ipotetico investimento di 10mila euro effettuato a inizio 2015
Fonte: Morningstar Direct

La danza dei numeri
Per quanto riguarda le previsioni, l'Ocse resta prudente sulle prospettive di crescita dell'Italia. Nella sua Valutazione Intermedia - il rapporto di aggiornamento tra i due Outlook semestrali - gli economisti dell'Organizzazione indicano allo 0,7% l'aumento del Pil previsto per il 2015, con un incremento di 0,1 punti percentuali rispetto alle stime dello scorso giugno, ma abbassano di 0,2 punti (all’1,3%) la previsione per il 2016. Nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi ha preannunciato che, nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, la stima di crescita del Pil per il 2015 sarà alzata dallo 0,7% allo 0,9% e che anche per il 2016 ci sarà “una leggera revisione” al rialzo rispetto all'1,4% indicato inizialmente. A luglio l'Fmi ha stimato a +0,7% la crescita prevista per il Pil italiano nel 2015, seguita da +1,2%. La Commissione Ue a maggio ha indicato a +0,6% la previsione per quest'anno e a +1,4% per il prossimo.

Il quadro macro
I dati macro definitivi, intanto, fotografano una situazione congiunturale in miglioramento, seppur leggero. Il tasso di disoccupazione in Italia è diminuito di 0,1 punti percentuali ad agosto, proseguendo il calo del mese precedente (-0,5 punti) e arrivando all'11,9%.  Nei dodici mesi la disoccupazione è diminuita del 5,0% (-162 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 0,7 punti.

Le difficoltà dell’economia a ingranare una marcia adeguata sono sottolineate dall’andamento dell’inflazione. Nel mese di settembre 2015, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, è diminuito dello 0,3% rispetto al mese precedente e cresciuto dello 0,3% nei confronti di settembre 2014, con un’accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto al valore registrato ad agosto (+0,2%). Il dato mensile supera lievemente le attese del mercato (-0,2%).  Secondo le stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è aumentato dell'1,6% su base mensile e dello 0,2% su base annua, in rallentamento dal +0,4% di agosto.

Passi avanti, sempre secondo l’Istat, si sono fatti anche nel campo del deficit. Nella media dei primi due trimestri del 2015 si è registrato un rapporto tra indebitamento netto e Pil pari al 3,2%, con un miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente e in calo anche nei confronti del primo trimestre, quando si era attestato al 5,6%.  Nel solo secondo trimestre il rapporto deficit/Pil è stato pari allo 0,9%, inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quello misurato nel corrispondente trimestre del 2014.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar