Agosto gela l’industria europea dei fondi

Morningstar ha stimato riscatti netti pari a 17,98 miliardi di euro nel Vecchio continente. E’ pesante il bilancio per gli azionari e gli obbligazionari. Continua il trend positivo di bilanciati e alternativi. Gli indicizzati corrono da soli.

Sara Silano 01/10/2015 | 14:16
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Ad agosto gli investitori europei hanno ridotto l’esposizione alle attività finanziarie rischiose, preoccupati per il rallentamento dell’economia cinese e per le ripercussioni sulla congiuntura mondiale. Secondo l’ultimo Morningstar asset flow report, i riscatti netti dai fondi a lungo termine (esclusi i monetari) sono stati pari a 17,98 miliardi di euro, il risultato peggiore dal giugno 2013, quando la Federal Reserve annunciò l’intenzione di uscire dalla fase di politica monetaria ultra-espansiva (Taper Tantrum).

Ritorno al 2008
I fondi azionari sono stati i più penalizzati (-20,1 miliardi), in un mese di forti vendite sulle Borse internazionali. L’indice Morningstar World all-cap ha perso il 7,4% in euro in agosto, uno dei crolli più pronunciati in un solo mese dalla crisi del 2008. Deflussi consistenti si sono registrati anche tra i comparti obbligazionari (-17,64 miliardi), mentre i bilanciati e gli alternativi hanno continuato a raccogliere tra gli investitori. E’ positivo anche il dato dei monetari (+17,04 miliardi), nonostante i bassi rendimenti (in media, nell’ultimo anno la performance è stata dello 0,19% per quelli in euro).

Flussi netti per macro categorie europee - agosto

La crisi non tocca i fondi passivi
“Entrando nel dettaglio dei dati, si nota come i deflussi di agosto riguardino interamente i fondi non indicizzati”, dice Matias Möttölä, dell’Emea Manager research team. “Per contro, gli indicizzati (esclusi i monetari) hanno avuto flussi netti per 2,17 miliardi di euro e gli Etf per 8,86 miliardi, per un totale di oltre 11 miliardi”. Morningstar ha calcolato che il 13% del patrimonio totale dei fondi europei è in prodotti passivi, percentuale che sale al 22,4% per i comparti azionari (solo negli ultimi due mesi, la quota di mercato degli equity index è salita di 88 punti base).

Via dagli emergenti
A livello di categorie, la peggiore è stata quella degli Azionari internazionali large cap blend, principalmente a causa del trasferimento interno di asset da parte di Union Investment, tra il fondo UniGlobal e il neo-lanciato UniGlobal Vorsorge allocation. A parte questo fattore “tecnico”, gli investitori sono usciti soprattutto dagli azionari emergenti e asiatici.

Agosto è stato un mese difficile anche per gli obbligazionari. La svalutazione della divisa cinese ha messo sotto pressione quelli specializzati nei paesi in via di sviluppo, mentre i segnali di un peggioramento della congiuntura globale hanno determinato un allargamento degli spread creditizi, alimentando i deflussi dagli high yield.

Maggiori deflussi netti categorie Morningstar agosto 2015

L’alternativo si fa strada
Per contro, le categorie più popolari ad agosto sono state quelle dei bilanciati moderati in euro e degli alternativi multistrategy (fondi che utilizzano un approccio simile a quello degli hedge fund). Questi ultimi, hanno messo a segno una crescita organica (flussi come percentuale degli asset iniziali) del 31,17% da gennaio. Nella top ten delle categorie, ci sono altri comparti alternativi, tra cui i market neutral – equity e i global macro, anch’essi interessati da forti tassi di crescita dall’inizio dell’anno.

Chi sale e chi scende
Tra le società di gestione, circa la metà di quelle europee ha registrato una raccolta netta positiva ad agosto. La migliore è stata Pioneer Investments (+1,55 miliardi), grazie in particolare alla popolarità della gamma bilanciata. Seguono Invesco, Credit Suisse, BlackRock e Eurizon Capital. Se nella classifica si introducono gli Etf, le posizioni cambiano, con iShares (gruppo BlackRock) che balza al primo posto (+2,1 miliardi).

Le sgr con maggiori flussi netti agosto 2015

Agosto è stato un mese difficile per alcune grandi case di investimento, tra cui Franklin Templeton  che ha subito deflussi netti per 4,18 miliardi, e M&G (-2,34 miliardi). La peggiore, tuttavia, è stata la belga KBC (-4,8 miliardi), il cui team di allocation ha spostato masse dai fondi a lungo termine verso i monetari (questi ultimi sono esclusi dalle statistiche di raccolta). A livello di singoli comparti, solo i due veicoli di Standard Life per la strategia global absolute return (la versione lussemburghese ha rating Bronze ed è disponibile in Italia) hanno avuto sottoscrizioni nette positive, tra i più grandi per masse gestite.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia