L’Italia è fragile ma ci prova

Gli indici congiunturali mostrano una situazione in miglioramento. I progressi, però, devono fare i conti con alcuni problemi strutturali che non sono risolti. Nelle ultime settimane ha pesato la paura di un contagio dalla Grecia. 

Marco Caprotti 15/07/2015 | 15:35

L’Italia continua a mandare segnali che piacciono ai mercati, anche se la strada di una solida ripresa non è ancora stata trovata. L’indice Msci del Belpaese nell’ultimo mese (fino al 14 luglio e calcolato in euro) ha guadagnato l’1,4%, portando a +22,5% la performance da inizio anno.

In base alle elaborazioni dell’Istat, i più recenti indicatori congiunturali mostrano che la ripresa economica prosegue, ma con un’intensità più contenuta rispetto al primo trimestre. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane ha registrato un nuovo incremento a giugno, sospinto da rialzi in tutti i principali comparti produttivi. L'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana, ricalcolato sulla base dei dati di contabilità nazionale e degli indicatori mensili più recenti, ha evidenziato (in aprile) una decelerazione, proseguendo la tendenza in atto da febbraio.

Gli ordini dell'industria sono saliti del 5,4% congiunturale ad aprile (il dato migliore da dicembre 2010) e del 7,9% tendenziale, il massimo da maggio 2011. Il fatturato, invece, è sceso dello 0,6% congiunturale (il cosiddetto indice destagionalizzato) ed è salito del 3% tendenziale (indice grezzo). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2014), il fatturato totale è calato in termini tendenziali dello 0,2%. In quattro mesi il giro d’affari è salito dello 0,4% in base all'indice grezzo.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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